Rassegna storica del Risorgimento

anno <1966>   pagina <235>
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La stampa bavarese dal 1858 al 1862 235
diritti ad una missione: Le nazioni romanze sono di sangue misto: la loro cultura, fondata sulle rovine di un'altra precedente, è stata perciò per lungo tempo superiore a quella germanica; ma la forza vitale di quei popoli ora è soltanto esteriore e non influisce più sulla storia... Quanto al loro diritto a un futuro nella storia mondiale, essi sono già stati supe­rati persino da noi, perchè i popoli romanzi sono universalmente ricono­sciuti incapaci di colonizzare e, quindi, di conquistare nuovi campi alla cultura della quale, attualmente, solo i popoli germanici sono i deposi­tari. Il compito storico del popolo tedesco consiste perciò nel far diven­tare la sua cultura, la cultura germanica, cioè, in senso lato e la tedesca in senso più stretto, cultura universale, dovunque si trovino le condizio­ni adatte . Dato, però, che simile missione culturale ha bisogno del po­tere statale per la sua realizzazione, il germanesimo deve pretendere il diritto di dominare anche nel settore politico, per poter incorporare tutti quei paesi culturalmente inferiori che hanno gli stessi interessi materiali del popolo tedesco ..., che appaiono così come dipendenze del territorio occupato dalla nazione tedesca... . *) La volontà di una missione cul­turale, di cui non si può disconoscere il sottofondo pacifico perchè nega il mezzo della violenza, porta o istiga ad esigere una potenza politico-territoriale; si spiega, così, come il possesso dell'Italia settentrionale sia considerato assolutamente necessario per lo sviluppo e la posizione di potenza mondiale del popolo tedesco. 2' Questa unione tra dovere civi­lizzatore e diritto imperialistico è difesa con un vocabolario che rappre­senta una penosa, ma esatta testimonianza dell'eccesso di presunzione dei circoli granditedeschi. Un articolo della Allgemeine Zeitung dimostra come la teoria della decadenza abbia contribuito a fare apparire persino nel 1862 nella luce più oscura l'avvenire d'Italia: uè il superiore talento di capitano di Garibaldi, né la creazione puramente arbitraria de­gli antichi Stati dell'Italia centrale possono spiegare L'improvviso suc­cesso della rivoluzione e la caduta sorprendentemente rapida dei troni tradizionali; questi risultati sono da attribuirsi solo al carattere degli Ita­liani, che vivrebbero, sentirebbero e penserebbero secondo le categorie dell1 antichità: Quest'insieme di idee, però, non è quello dell'epoca classica dell'antichità, è quello della lussuriosa epoca imperiale caduta ormai nella putrefazione, il cui veléno ha contagiato tutta la successiva cultura italiana ; dopo aver constatato l'effetto di questo veleno sulla società italiana e sulla sua arte e cultura, noi possiamo vedere negli eventi degli anni 1859-62 soltanto la più, amara satira sulla liberazione
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