Rassegna storica del Risorgimento

ELEZIONI POLITICHE ITALIA 1865; ITALIA STORIA 1865-1866
anno <1966>   pagina <241>
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"RASSEGNE, DISCUSSIONI E VARIETÀ -4
DALLE ELEZIONI DEL 1865 ALLA COSTITUZIONE DEL SECONDO MINISTERO RICASOLI: INCERTEZZE E CONTRASTI NELLA CLASSE POLITICA ITALIANA
Quando, nell'aprile 1866, cominciò a prendere decisamente forma Ja pro­spettiva di un'alleanza con la Prussia, seguita dalla guerra contro l'Austria per la conquista del Veneto negli ambienti politici e parlamentari italiani venne subito posto il problema di un'eventuale ricomposizione del ministero o addirittura della costituzione di un nuovo gabinetto, che meglio rispondesse alle gravi ne­cessità del momento. Il ministero La Marmora. nato come governo di emergenza in circostanze particolarmente critiche, era stato in fondo sempre considerato, dalla maggior parte dell'opinione pubblica e dei suoi rappresentanti in Parla­mento, un gabinetto di transizione, destinato ad assumersi il fardello dell'attua­zione della Convenzione di settembre ed a compiere opera di distensione degli animi, per cedere poi il posto ad un altro, che fosse più diretta espressione della Camera e meglio rispecchiasse un normale svolgimento della vita parlamentare. H fatto poi che proprio sotto il governo La Marmora, a più riprese rimaneg­giato, il nuovo Regno fosse finalmente riuscito a darsi a quattro anni di distanza dalla sua nascita un più stabile ed organico assetto, la cui durata si dimostrò molto maggiore di quanto i suoi stessi autori si immaginassero allora, con l'unificazione amministrativa da una parte, e l'unificazione legislativa e la promulgazione dei nuovi codici dall'altra, era tutto sommato l'indice delle ca­renze numerose e profonde, anche se in larga misura inevitabili, del nuovo sistema politico, che sembrava decisamente incapace di funzionare efficacemente se non in condizioni sostanzialmente anomale, plasmate da uno stato di necessità.
All'inizio della primavera del 1866, comunque, il La Marmora, che fin dal­l'inizio non aveva mai potuto contare che su di un appoggio riluttante e a volte addirittura infido da parte di una frazione cospicua della Destra, ed in special modo del gruppo toscano e di quello minghettiano, si trovava ancor più indebolito dall'uscita dal ministero, a breve distanza di tempo, dei due suoi principali punti di forza, il Lanza ed il Sella. In tutti i sensi, la situazione politica appariva ormai matura per un rinnovamento, od una trasformazione totale della compagine governativa.
Era in primo luogo al Ricasoli che i più autorevoli consorti , poco teneri nei confronti del. La Marmora e del suo gabinetto, guardavano quando si trattava di cominciare a concretare le direttrici d'azione per un eventuale rimpasto mini­steriale. Il 4 aprile, il suo fido Celestino Bianchi gli scriveva dalla capitale:
Se il ministero verrà il 16 a dirci che ha stretto un trattato di alleanza colla Prussia, e a domandarci i pieni poteri, che faremo uoi? Con quali criteri proce­deremo? Con quali accordi? (...). Ieri intervenni invitato a una riunione in casa Mingnetti, ov'erano, oltre il Minghetti, lo Spaventa e il Correnti. Si trattava appunto di vedere che cosa si avrebbe da fare nel caso ohe io delincavo sopra; fu lungamente discusso, furono esaminati tutti gli aspetti della situazione: la
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