Rassegna storica del Risorgimento

ELEZIONI POLITICHE ITALIA 1865; ITALIA STORIA 1865-1866
anno <1966>   pagina <242>
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242 Alberto Aquarone
conchiuftione fu che non sì sarebbero potati dare pieni poteri se fiott limitati, e in nessun caso al Ministero com'è composto attualmente, e che quindi si doveva persuadere il Generale La Mormora a dare al gabinetto una base più larga, chia­mandovi uomini di varie gradazioni politiche. Tutti furono unanimi nel ricono­scere la necessità della sua presenza nel gabinetto, perché il paese vivesse fi­ducioso in qualunque evento sulla tutela della sua dignità e de* suoi diritti.1) La base più larga, cui accennava Celestino Bianchi, avrebbe dovuto com­prendere anche elementi dell'opposizione, ossia della Sinistra magari più mode­rata, oppure il riferimento era semplicemente circoscritto a quei gruppi della Destra che non erano direttamente rappresentati nel ministero e che in sostanza non consideravano quest'ultimo come propria espressione? Era un problema destinato a porsi con nettezza di lì a non molto. La Sinistra, dal canto suo, non perse tempo per iniziare una vivace campagna contro il gabinetto La Maxmora, cui faceva carico di non essere adeguato alle nuove, difficili circostanze che si profi­lavano, di non rappresentare l'effettiva volontà ed i veri sentimenti della nazione, mentre tanto più era indispensabile assicurare una inattaccabile saldatura fra governo e paese, in un momento in cui ci si stava con ogni probabilità avviando verso il supremo cimento della guerra. Nell'ultima settimana di aprile, il Diritto tornò più volte sull'argomento, insistendo che il ministero La Marmora non godeva ormai più dei consensi della Camera e dell'opinione pubblica e che nep­pure i voti favorevoli da esso appena ottenuti sull'esercizio provvisorio del bi­lancio potevano essere considerati come dei voti di fiducia, dato che erano stati espressione più della forza delle circostanze che della libera volontà dei deputati.2) Per il momento, però, l'organo della Sinistra si preoccupava non tanto di pro­muovere un allargamento della base governativa, quanto di sollecitare l'arruo­lamento immediato dei volontari e la loro organizzazione in un corpo speciale, di cui evidentemente solo a Garibaldi avrebbe potuto spettare il comando.
*) Cu:. Lettere e documenti del barone Bettino Ricasoli, pubblicati per cura di MARCO TABAIUUNI e AURELIO GOTTI, Firenze, Le Mounier, 1898, voi. VII, pp. 370-371.
2) Un'interpretazione opposta dava invece Giacomo Dinn sulla sua Opinione H 27 aprile: Sul voto di ieri non abbiamo spazio per soffermarci quanto si vorrebbe. Ma pure la sua importanza è grandissima. E la prima volta che, sotto l'influenza di un gran pensiero politico, si zaccoglie ancora tutto quanto, in un solo voto, l'antico partito liberale; quel partito che con mille arti calunniato da mille intestine discordie scisso e troppo leggermente da una parte di elettori abbandonato, si rivela però ne' suoi nobili istinti al solo ripercuo­tersi di quella parola e di quel pensiero nel quale si è formato: Indipendenza italiana. Il partito liberale è diviso, ed hanno ben ragione di nume gazzarra i suoi avversari; ma diviso com'è, gridategli all'orecchio la parola Italia, e lo troverete quale fu sempre. Il governo mediti questo voto. Quando si tratti della causa nazionale, Bisanzio dovrà sempre cedere a Roma; i sofismi non varranno a vincere negli uomini di parte nostra quello che è ad un tempo persuasione profonda della mente ed impulso nobilissimo del cuore. Il Dina si riferiva in particolare al voto con cui la Camera aveva accolto l'emendamento Massai-ani, accettato dal ministero, che accordava a quest'ultimo l'esercizio provvisorio per la durata di tre mesi, anziché di due, com'era stato stabilito dalla commissione. Cfr. LUIGI GtrxAiuV, Giacomo Dina e. Vapora sua neUa vicende del Risorgimento italiano, Torino, Roux Frassati e C, 1899, voi. I, pp. 649-650. In realtà, la concordia in seno al partito liberale, e fra gli stessi moderati in senso stretto, era molto più apparente che reale e vivissimi restavano sempre rancori e diffidenze. Caratteristico, per esempio. Io stato d'animo del Lanza, che