Rassegna storica del Risorgimento

ELEZIONI POLITICHE ITALIA 1865; ITALIA STORIA 1865-1866
anno <1966>   pagina <243>
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Dalle elezioni del 1865 al secondo ministero RicasoH 243
Siffatta è la condizione dell'Italia, scriveva 17 Diruto il 29 aprile che essa non può vincere senza il concorso di tutte le forze della nazione. Non sono frasi queste, sono fatti evidenti a ciascuno* e il disconoscerli sarebbe fatale. Noi abbiamo la più ampia fiducia nel valore e nel patriottismo del nostro esercito regolare; mail concorso delle altre forze della nazione è indispensabile; ove fosse respinto, potrebbe convertirsi in elemento di discordia e di debolezza. Le forze della nazione che sono fuori dell'esercito regolare domandano di prendere parte alla lotta, perchè il loro concorso, mentre è una maggiore probabilità di vittoria, è una garanzia per la nazione medesima. Poiché il governo non offre altra ga­ranzia, questa è la garanzia che gli domanda la nazione .
Sollecitazioni del genere, che si affiancavano ad un vasto movimento di opinione diffuso in larga parte del paese, non erano certo superflue, dato che per chiari segni appariva che il governo, anziché incoraggiare il moto dei volontari, disciplinarlo e servirsene, ne diffidava profondamente ed era restio a cedere alle pressioni di una campagna di opinione pubblica diretta prevalentemente dai democratici, fedeli al loro concetto che la lotta per l'indipendenza e per l'unità dovesse essere non solo tenzone diplomatica e urto di eserciti regolari, ma guerra di popolo. Concetto, questo, più che mai ostico al temperamento di rigido militare piemontese di un La Marmora. *)
proprio dalla questione dei volontari, trasse occasione la rìcasoliana Na-zione per impostare sin dai primi di maggio quel discorso sulla necessità, nelle nuove circostanze che si delineavano, di una schietta apertura verso la Sinistra, che fu poi da essa condotto con tenacia e coerenza nei due mesi successivi. In un editoriale del 4 maggio 1866, dopo aver sottolineato la necessità di una con­ciliazione fra le varie frazioni del partito liberale , ed essersi in particolare com­piaciuta per il voto del 30 aprile della Camera sui provvedimenti straordinari per la finanza, che aveva visto scomparire ogni distinzione fra destra, sinistra e centro , il quotidiano fiorentino così proseguiva:
Quando da un lato il paese per conseguire la sua indipendenza si dichiara pronto a qualsiasi sacrifizio di danaro, che gli venga chiesto dal Governo, è mestieri che dall'altro il Governo pensi di chiamare il paese a ben altro concorso oltre quello del danaro. E questo concorso la nazione è pronta a darglielo, senza distinzione di partiti (...). A questo entusiasmo guerresco che invade la penisola, bisogna dare sfogo. Se è vero che nella guerra cui ci accingiamo non saranno troppe tutte le forze vive della Nazione, chiaro è che a queste forze si deve fare appello, e presto, e subito, perchè altrimenti ciò che deve considerarsi come ri­cambio di ede reciproca, come appello al patriottismo di tutti, corre il rischio di diventare una concessione imposta o strappata dalla violenza della pubblica
il 21 aprilo 1866 aveva scritto a Castelli, da Firenze: Di guerra qui se ne parla molto; ed il ministero, per quanto si dica, vi si prepara indefessamente sulla cartai facondo capire ai suoi fidati ohe non c'è più altra tavola di salvezza por l'Italia! La rivoluzione o, per meglio direil caos, cresce ogni giorno, massime nella nostra Camera, ed oramai non rimane più che pronunciare una parola per un cambiamento radicale. Sarà convenzione? sarà dittatura? Ciò dipenderà dal più ardito. Cfr. Carteggio politico di Michelangelo Castelli, edito per cura di LUIGI CBIAA, Boma-Torino-NapoH, L. linux e C, s. d., voL II, p. 114.
È Sulle riserve e diffidenze di La Marmora nei confronti dei volontari cfr, AURELIO SAEFX, Ricordi e scrìtti, Firenze, Barbera, 1905, voi. XIV, p. 223.