Rassegna storica del Risorgimento
ELEZIONI POLITICHE ITALIA 1865; ITALIA STORIA 1865-1866
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1966
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opinione, che in questi momenti non sa diffidare o sospettare della buona fede di chi chiede un fucile per difendere la patria (...). Mentre scriviamo non si conoscono ancora le vere intenzioni del Governo rispetto ai volontari; e quanto il paese di tal questione si preoccupi è facile comprendere. Noi non commuovono le dimostrazioni delle sere precedenti, perone non è con mezzi siffatti ohe la pubblica opinione si manifesta; ma noi commuove il dubbio che le esitanze e le oseil-lanze governative suscitano in proposito; noi commuove il pensiero che uomini che fino ad ieri ci erano avversari!, ma che oggi ci stringono la mano, sul patriottismo de' quali non è possibile concepir sospetti, sieno tratti a supporre che nelle patrie battaglie si voglia ad essi contendere quella parte gloriosa che loro spetta.
Il governo, in effetti, cedette alle pressioni cui da varie parti era sottoposto e il corpo dei volontari, sotto il comando di Giuseppe Garibaldi, fu istituito con decreto del 6 maggio. Non si trattava certo, tuttavia, di una mano tesa verso la Sinistra sul piano parlamentare e tanto meno ministeriale; e proprio pochi giorni prima era apparso sulla Nuova Antologia un autorevole monito, abbastanza scopertamente formulato, contro un'eventuale ricostituzione del gabinetto che facesse posto ad elementi eterogenei:
<c Quando l'illustre generale che presiede il Consiglio dei Ministri, fosse costretto da più difficili e più gravi doveri ad allontanarsi dalla sede del governo, s'intende che allora bisognerebbe che il ministero si ricostituisse. Ma ciò che importa nel ricostituirlo, ciò che è anche solo possibile nell'attuale dissoluzione de' partiti, è che l'autorità della nuova amministrazione proceda sicura e rapida, non infiacchita e sciolta dalla non compiuta fiducia reciproca e dalle opinioni discordi di quelli che si fossero lasciati indurre un giorno a reggere insieme il paese. Ricordiamoci della sapienza dei liberi padri nostri, i quali credevano, che i soli due estremi aiuti negli estremi pericoli fossero un sommo imperio e un sommo cittadino . *)
Chi invece si mostrava convinto dell'opportunità che il nuovo ministero avesse un carattere di unità nazionale e comprendesse, inpartìcolar modo, anche elementi della Sinistra, era Vittorio Emanuele II, che del resto non era nuovo ad orientamenti del genere, anche perchè insofferente di una troppo pesante egemonia dei partito moderato, la quale non poteva risolversi per lui che in una molesta tutela. Il 3 maggio Ricasoli così riferiva a La Marmerà circa una conversazione da lui avuta il giorno prima con il Re:
Caro Generale. Ieri sera il Re mi mandò a chiamare e lo vidi alle ore 9. Il linguaggio che egli mi tenne fu nel medesimo senso di quello che ella aveva avuto la bontà di adoperare verso di me. Si parlò in seguito del carattere che avrebbe dovuto avere quel Ministero, che si fosse composto per il caso di guerra, e il Re mi parve inclinato ad accogliere l'idea che in quel caso il Ministero si dovesse comporre di uomini presi dai varii partiti: ma con prevalenza del principio conservativo, o meglio direi, del principio temperato, che vuole procedere oltre si, ma non precipitare .
E il barone così concludeva:
Col Re fu inteso di cominciare a scandagliare gli animi di coloro che si crederanno più idonei a comporre il Ministero, che dovrebbe entrare al caso; di guerra . a'
lì Gir. Nuova Antologia, voi. 1,1866, p. 830: Rassegna politica, iti data 30 aprile 1866. 2) Gfr. Lottare e documenti del barone Bettino Ricasoli cit., p- 375.