Rassegna storica del Risorgimento

ELEZIONI POLITICHE ITALIA 1865; ITALIA STORIA 1865-1866
anno <1966>   pagina <246>
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246 Alberto Aquarone
fu sufficiente tuttavia ad impedire ch'esse si svolgessero all'insegna di una note­vole confusione di partiti, di programmi e di candidature, ed in un clima che, immediatamente al di sotto di una sottile crosta di impegno politico da parte di una ristretta minoranza, rivelava un'apatia profonda in vasti strati dell'opinione pubblica anche più qualificata.*' Avrebbe potuto applicarsi, sia pure eon sfuuia-
nier, 1865; GIUSEPPE FERRARI, // governo a Firenze, Spiegazione, Firenze, Le Mounier, 1865, ora in Opere di Giandomenico Romagnosi, Carlo Cattaneo, Giuseppe Ferrari, a cura di ERNESTO SESTAN, Milano-Napoli, Ricciardi, 1957, pp. 1201-1254; AGOSTINO BERTANI, Della opposizione parlamentar*. Pensieri, Milano, Robecchi Levino, 1865; FEDERICO PER­SICO, Italia e Roma, Napoli, Stamperia dei classici italiani, 1865. Una dettagliata analisi del dibattito politico alla vigilia delle elezioni dell'ottobre 1865, centrato sopra tutto sulle polemiche suscitate dall'opuscolo azegliano, in ARNALDO SALVESTRINI, I moderali toscani* la elasse dirigente italiana (1859-1876), Firenze, Olschki, 1965, pp. 71 e sg. Cfr. pure RENATO MORI, La questione romana (1861-1865), Firenze, Le Mounier, 1963, pp. 439 e sg., e GIU­SEPPE PANSINI, La sinistra parlamentare, in Rassegna storica toscana, a. XI, n. 1, gennaio-giugno 1965 (Atti del XVI Convegno Storico Toscano: La Sinistra italiana dal 1861 al 1870 nel quadro delle opposizioni democratiche europee), pp. 31 e sg.
1) Già l'anno precedente, in un articolo su L'Italia del 22 febbraio 1864, Francesco De Sanctis aveva lamentato sia l'apatia elettorale, sia il modo in cui si svolgevano in Italia le elezioni:
e Quanto a noi, preferiamo con tutt'i popoli veramente liberi la soverchia agitazione all'apatia; quella è soverchio di vita che dopo il primo traboccare trova il suo equilibrio; questa è inerzia e indifferenza, vale a dire morte.
E l'apatia è la conseguenza del sistema presente. Oggi i candidati pare abbiano vergogna di mostrarsi, e operano sotto mano, per mezzo de' loro amici. Questi scrivono lettere di raccomandazione, come si fa a' ministri per avere impieghi. Si scrive a' più in­fluenti, vale a dire a chi ha più quattrini o più potere, vale a dire a chi possiede mezzi di cor* razione o d'intimidazione. Ci sono de* comitati prò forma, che potrebbero col tempo di­ventare veri centri di discussione politica. Si parla molto all'orecchio e pochissimo in pub­blico. L'affare si conduce come se fosse una cospirazione. Sissignore. Facciamo le elezioni un po' da cospiratori. Sistema favorevole all'intrigo, alla corruzione, alla prevalenza degl'in-teressi privati o comunali. Sistema che finirà con uccidere ogni coscienza politica e morale, toglierà ogni ritegno a' mezzi segreti, li svilupperà in larghe proporzioni e sfacciatamente, perchè in pubblico anche il furfante arrossisce; a quattr'occhi tutti siamo un po' cinici.
Che volete? Siamo ancor nuovi a libertà; e conserviamo quelle abitudini delle vie occulte ed oblique, a cui costringono i governi ombrosi e dispotici.
Cfr. FRANCESCO DE SANCTIS, Il Mezzogiorno e lo Stato unitario cit., pp. 362363.
Sintomatico anche quanto riferiva a Lonzo, in una sua lettera del 21 luglio 1865, il prefetto di Palermo Gualtcrio: Cominciando il giornalismo del Regno a preoccuparsi delle future elezioni, credo opportuno ragguagliarvi delle attuali disposizioni degli animi su questa materia. Dico attuali, perchè il non essere ben definiti né ordinati in questi paesi i partiti, pi ucchè da un concetto generalo, le elezioni sogliono dipendere da intrighi e da mire personali. E cosi accade che uomini appartenenti ad un colore molto pronunciato, si veggono sostenitori di candidati che rappresentano opposti principii. Da eie deriva che l'instabilità è molta, e che bisogna assai contare sullo impressioni e sulle mene degli ultimi momenti. Cfr. DE VECCUI DI VAL CISMON, Le carte di Giovanni Lanza, Torino, Stab. Tip. Maglietta, Milano e C, 1937, voi. ni, pp. 395-36. D'altra parte, in un rapporto confiden­ziale da Torino, pure in data 21 luglio 1865, si leggeva, a proposito dell'imminente cam­pagna elettorale: ce Ad eccezione della Gazzella del Popolo i giornali non sono letti e non esercitano ver un ascendente nell'animo della popolazione ohe è nello stato di perfetta indif­ferenza . Cfr. Le carte di Giovanni Lanza eit p. 401.