Rassegna storica del Risorgimento
ELEZIONI POLITICHE ITALIA 1865; ITALIA STORIA 1865-1866
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1966
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247
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Dalle elezioni del 1865 al secondo ministero Ricasoli 24fl
ture diverse, alla maggior parte dei collegi del Regno, quanto riferiva il prefetto di Napoli, Vigliaui, in una sua relazione sulla campagna elettorale, in data 26 ottobre 1865:
Il disgusto e la indifferenza di molti per l'attuale ordine di cose, la ignoranza e la insolenza di molti altri spiegano Io scarso concorso di elettori alla votazione. Il disordine e il disaccordo con cui dai diversi partiti furono distribuite, condotte e moltiplicate le candidature, l'avversione quasi generale agli uomini della passata rappresentanza nazionale, riguardati a dritto o a torto come autori di tutti i pesi e di tutti i mali di cui si lagna la Nazione, e il poco valore della maggior parte delle candidature nuove, fra le quali non era facile discernere una ragione evidente di preferenza, sono i motivi dei numerosi ballottaggi che emersero dalle votazioni di un immenso numero di collegi ,1)
La percentuale di elettori votanti al primo scrutinio fu di appena il 53,9 , con una flessione uou molto sensibile, ma tuttavia sintomatica, rispetto alla percentuale del 57,2 registratasi nelle elezioni del 1861.*) È inoliare da sottolineare il fatto, a questo proposito, che la responsabilità di questa scarsa affluenza di elettori alle urne non può essere attribuita in prima linea, in questo caso, all'assenteismo dei cattolici, in quanto proprio le elezioni del 1865 furono caratterizzate da ima cospicua partecipazione di questi ultimi alle votazioni, la cui misura non è esattamente determinabile, ma che risulta inequivocabile da tutte le testimonianze del tempo.3) Sin dall'estate, del resto, il più autorevole organo
1) Cfr. ARCHIVIO CENTRALE DELLO STATO, Roma (d'orainnanzi citato come A.C.S.), Carte Ricasali, Fondo Bianchi, busta 1, fase. 9. R fascicolo contiene numerosi atti e lettere riiereiitisi alle elezioni del 1865, fra cui diverse relazioni di prefetti sull'andamento della campagna elettorale.
2) Cfr. PAOLO LIOY, Elettori e deputati, Milano, Treves, 1874, p. 82 e ISTITUTO CENTRALE DI STATISTICA E MINISTERO PER LA COSTITUENTE, Compendio delle statistiche elettorali italiane dal 1848 al 1984,, Roma, Stabilimento Tipografico F. Fallii, 1946, voi. 1, p. 82. Nelle elezioni dell'ottobre 1865 gli elettori iscritti erano 465.488, di cui solo 250.031 votarono al primo scrutinio. Da notare che la percentuale degli elettori, rispetto alla popolazione complessiva del Regno, era del 2,08 .
8) I giornali dell'epoca furono unanimi nel sottolineare questo fatto. Cfr. inoltre: FRANCESCO BRANCATO, Storia della Sicilia post-unificazione, parte I: La Sicilia nel primo centennio del Regno d'Italia, Bologna, Cesare Zuffi Editore, 1956, pp. 262 e sgg.; FERNANDO MANZOTTI, La Destra storica in Emilia nel primo quinquennio unitario, in Rassegna storica toscana, a. VI, p. 207; FRANCO CATALANO, Vita politica e questioni sociali (1859-1900), in Storia di Milano, voi. XV: NeW unità d'Italia (1859-1900), Milano, Fondazione Treccani degli Alfier per la storia di Milano, 1962, p. 82. La caduta di diversi deputati uscenti del partito moderato fu attribuita allora al massiccio intervento dei cattolici in numerosi collegi. È da notare ancora che nelle elezioni del 1867 buona parte di quei cattolici che nel 1865 si erano recati alle urne, tornarono alla pratica astensionistica. Una documentazione abbastanza abbondante sulla campagna elettorale del 1867 in A.C.S., Corte Ricasoli, Fondo Bianchi, busta 2, fase. 14 e 14-yt, e Cori Ricasoli, Fondo Bastogi, busta 1, fase. 15. In quest'ultimo fascicolo si trovano le relazioni dei prefetti. Nei due fascicoli del fondo Bianchi si trovano invece un nutrito carteggio fra Ricasoli e Celestino Bianchi, segretario generale all'interno, a proposito delle elezioni, e le minute dei telegrammi spediti dal Bianchi ai prefetti, nel periodo 14 febbraio21 marzo 1867, contenenti istruzioni, raccomandazioni, ecc. Sul diverso atteggiamento di molti cattolici nelle elezioni del 1867, rispetto a quelle del 1865, e sulle ragioni di esso, cfr. ARNALDO SALVBSTRINI, I moderati toscani e la classe dirigente italiana cit., pp. 138-139.