Rassegna storica del Risorgimento
ELEZIONI POLITICHE ITALIA 1865; ITALIA STORIA 1865-1866
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1966
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248 Alberto Aqiiarono
di stampa clericale del regno* L'Armonia di Torino, aveva condotto un'assidua e focosa campagna por convincere l'elettorato cattolico e conservatore a recarsi in massa alle urne.l)
I risultati elettorali furono tali da lasciate perplessi i protagonisti e gli osservatori delle varie parti politiche. Nel complesso, essi indicarono senza dubbio l'esistenza di un diffuso e non sempre tenue malcontento, se non proprio verso il nuovo stato di cose stesso venuto in essere nel triennio 1859-1861, per lo meno nei confronti della politica seguita dal governo e dalla maggioranza moderata dall'unificazione in poi. La fisionomia della Camera appariva radicalmente mutata: molti deputati ministeriali erano caduti, molti candidati sostenuti dall'opposizione avevano trionfato. Gli uomini nuovi erano entrati in gran numero a
0 Varmonia della religione con la civiltà aveva aperto la sua campagna a favore di una compatta partecipazione dei cattolici alle elezioni ormai prossime con un articolo dal titolo L'urna elettorale, pubblicato nel numero del 13 luglio 1865, il cui motivo fonda-mentale era sintetizzato nell'esortazione: V'hanno detto che siete sovrani; ebbene siatelo davvero e non per burla. Questa campagna di persuasione continuò con vigore indefesso nei mesi successivi, per raggiungere toni di sorprendente fervore alla vigìlia delle elezioni. Quanto ai motivi agitati dall'organo clericale torinese per convincere i cattolici militanti a recarsi alle urne, sintomatico il seguente articolo riportato qui di seguito per intero apparso nel numero dell'8 ottobre sotto il titolo: Il trionfo dei M'intimili e dei Peruzzi.
Il signor Lanza, che è privatamente onestissimo, benché rivoluzionario in politica, lasciò il ministero dell'interno, perché vide che gli altri suoi colleghi l'oceano all'amore coi Minghetti e consorti. Egli aveva ragione di maravigliarsi di ciò, imperocché se Peruzzi ed i suoi consorti erano degni ministri di Stato, non si doveano cacciare nel settembre dell'anno scorso; se erano indegni, non si dovrebbero richiamare nell'ottobre del 1865. Ma il ministro Sella mira solo a tenersi in sella, epperciò piantava il Lanza suo amico per unirsi coi Min-ghetti suoi avversari.
Una ragione speciale d'intervenire alle elezioni esiste pei conservatori piemontesi e di tutte le antiche provinole del morto regno di Sardegna; questa ragione potentissima è l'esclusione degli amici dei Peruzzi, dei Minghetti, dei Susani, dei Bastogi, dei Ricasoli, i quali aspettano che il loro nome esca dall'urna per proporre nuove concessioni di strade ferrate, come le meridionali con 14 milioni di guadagno improvviso mediante la sola firma, ed un milione di premio ai deputati che approveranno la nuova concessione! Ma una ragione specialissima per ispingere i conservatori torinesi all'urna elettorale è non solo la convenzione del 15 settembre tanto biasimata con forti ragioni e con parole eloquenti dal conte della Margarita, sibbene anche il sangue sparso sulle piazze Castello e San Carlo, le macchie del quale non sono ancor cancellate e non si cancelleranno tanto presto! Astenetevi dall'urna, o conservatori, e vedrete di nuovo trionfare la politica dei Minghetti e consorti, che è empia in religione, matta ncll'nmniiuistrazione, assurda nelle finanze ladra nei contratti, e sanguinaria nella repressione!
Sei conservatori piemontesi hanno una ragione specialissima di accorrere alle elezioni per escludere dalla nuova Camera dei Deputati i consorti dei Minghetti, tutti i conservatori italiani ne hanno mille anche migliori per impedire che ritornino al potere i complici del Ricasoli! Restringendosi solo all'umanità, alla civiltà, alla moderazione, credete voi. Bolognesi, Milanesi, Genovesi, Napoletani e Siciliani che i consorti di Minghetti, divenuti di nuovo maggioranza nel Parlamento e ritornati al potere, cesserebbero dal dilapidare il danaro estorto al poveri contribuenti? Si asterrebbero dallo stipulare contratti d'appalto per introdurre in Italia i pubblicani dell'antica repubblica romana, come fece Minghetti col contratto sul dazio consumo, condannato dalla Corte dei conti? Ma sopra tutto credete voi che i nuovi consorti al potere rispurmierebbero le arebibugiato contro i cittadini inermi a Firenze, a Palermo ed in qualunque altra città? Il sangue che i Peruzzi sparsero a Torino