Rassegna storica del Risorgimento
ELEZIONI POLITICHE ITALIA 1865; ITALIA STORIA 1865-1866
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1966
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Dalle elezioni del 1865 al secondo ministero Ricasoli 249
far parte del ramo elettivo del parlamento.1) Se era chiaro, però, ehe le elezioni avevano rappresentato una decisa denuncia, da parte di cospicui settori dell'elettorato, dell'indirizzo generalo di governo, una reazione del paese come doveva osservare in seguito Francesco De Sanctis contro la politica di spedienti e di provvisorio, contro questa politica del mezzo termine,2' assai meno evidente
nel 21 e 22 di settembre, i consortì sono pronti a spargerlo in tutte le città italiane ed a coprire di cadaveri tutta la nostra bella patria!
Chi adunque vuole il trionfo dei ladri del pubblico danaro, ossia dei consorti; e dei carnefici di Torino, cioè dei Peruzzi e dei Minghetti, si astenga dalle elezioni o elegga rivo* Iazionari, che oggi si dicono avversari dei consorti e domani faranno lega cogli stessi, come la fece oggi il ministro Sella, che ieri era avversario fierissimo dei Peruzzi e dei Minghetti.
25 significativo, in questo articolo, fino a qual punto l'organo conservatore cattolico puntava sull'esasperazione delle incomprensioni e delle astiosità regionali per far valere il proprio assunto.
Oltre alle ripetute esortazioni dcllM rma, si ebbe pure, nei mesi che precedettero le elezioni, la pubblicazione di numerosi opuscoli, che, in termini sovente assai recisi, sostenevano la necessità per i cattolici di recarsi alle urne per eleggere candidati di loro fidùcia. Tale atteggiamento fu criticato, sìa pure in termini moderati e cortesi, dalla Civiltà cattolica, la quale, ad elezioni avvenute, scrisse fra l'altro, a questo proposito:
L'opinione, a favore della quale hanno combattuto questi uomini, si è, che tutti gli elettori italiani avevano stretta e rigorosa obbligazione di accorrere alle elezioni, e di gettare nell'urna il loro voto, nominando, com'è chiaro, qualche uomo dabbene, qualche cittadino onesto. E quindi ad alcuno de' suddetti opuscoli è stato messo apertamente in fronte dai loro autori questo titolo: Del dovere dell'uomo onesto nelle elesioni', o qualche altra iscrizione equivalente. qualcuna di corali scritture è stata intitolata: Coso di coscienza. H caso era proposto ne' termini seguenti: *' Si domanda se sia lecito a tutti gl'Italiani, soggetti al Governo del regno d'Italia, partecipare nelle elezioni de* Deputati al Parlamento?,,. Ma la risposta oltrepassava i limiti della proposta. Poiché mentre domanda-vasi se la cosa fosse lecita o no, è stato risoluto, che non solamente era lecito, ma anche obbligatoria, che gli Italiani ne avevano oltre al diritto anche il dovere, che tutti i buoni elettori non solo potevano, ma eziandio dovevano cooperare alla elezione della Camera legislativa.
Cfr. Un caso di coscienza. A proposito delle elezioni, in Civiltà cattolica, serie VI, voL IV, 1865, p. 653. L'organo dei gesuiti proseguiva sostenendo che se si poteva discutere sulla liceità o meno per i cattolici di partecipale alle elezioni, era da escludersi che vi fosse un vero e proprio dovere in materia.
') Ha osservato Franco Catalano, che nel 1865 furono per la prima volta eletti alla Camera uomini che rappresentavano un ceto diverso da quello patriottico tradizionale, un ceto, vale a dire, più direttamente inserito nella concreta vita degli affari. A Milano, per esempio, di fronte ai moderali della Perseoeranza, di cui erano evidenti i legami con i grandi proprietari terrieri lombardi, vennero a contrapporsi i democratici che facevano capo al Sole, provenienti invece dal mondo dell'industria e del commercio, allora alla vigilia di un rigoglioso processo di espansione. Purtroppo, mancano ancora studi dettagliati e approfonditi sulle elezioni del periodo della Destra e sulla provenienza economico, sociale e culturale dei candidati e degli eletti. Per lo più, si e ancora costretti ad attenersi, su questo argomento, a valutazioni di carattere generale. Cfr. comunque, per quanto accennato sopra. FRANCO CATALANO, Vita politica o questioni sociali cit., p. 86.
2) Così egli si espresse nel suo discorso alla Camera dell'8 luglio 1867, sulla liquidazione dell'asse ecclesiastico. Cfr. ora FRANCESCO DB SANCTIS, R Mezzogiorno e lo Stato unitario cit-, p. 241. Non è possibile aveva aggiunto governare lungamente un paese con questo va* e vieni, con questi partiti tentenna, con questa continua altalena. Quando un