Rassegna storica del Risorgimento
ELEZIONI POLITICHE ITALIA 1865; ITALIA STORIA 1865-1866
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1966
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Dalle elezioni ilvl 1H65 al secondo ministero Ricusali 251
quella di escludere i deputati uscenti.I( Egli concluse tuttavia con una nota di ottimismo, sottolineando che, dopo tutto, regnava ancora la massima incertezza sull'atteggiamento che, in concreto, i nuovi venuti avrebbero assunto nel COTSO dei lavori parlamentari. Non era affatto detto, insomma, che essi si sarebbero schierati compatti all'opposizione:
e Noi non vogliamo affrettare alcun giudizio sulla Camera, sebbene l'ostracismo di candidati di senno ed esperienza., e l'ingratitudine verso uomini egregi, siano sintomi poco favorevoli Noi non sappiamo come si comporrà la maggioranza; non sappiamo neppure ancora quali siano le forze dei vari partiti, perciocché vi hanno deputati considerati come di sinistra, che saranno liberali moderati, ed altri che si credono moderati e forse apparterranno alla destra. La composizione dei partiti dipende da molte circostanze, a preparare e regolare le anali si richiede una grande abilità parlamentare .
Era abbastanza naturale che, in questa situazione, negli ambienti di sinistra si cantasse vittoria e si facessero addirittura pronostici di un prossimo rivolgimento ministeriale. In realtà, tuttavia, l'incertezza sull'effettiva natura dei risultati elettorali e il modo in cui la Sinistra aveva conseguito i suoi successi erano di carattere tale da lasciare perplessi e insoddisfatti alcuni fra gli stessi esponenti democratici, come per esempio Giuseppe Civinini. che il 2 novembre scrisse ad Angelo Bargoni:
Queste elezioni hanno portato un certissimo e non piccolo vantaggio al nostro partito. Ma io credo che nell'insieme facciano più vergogna che onore al paese, perché (diciamolo pure fra noi soli) si vede che non ci fu nessun criterio né di opinioni politiche, né di moralità personale (...). E vedi che di questi rin-
1) Scriveva fra l'altro il Dina:
L'inesperienza fu grande in molti collegi, un sentimento di ostilità predominò in altri, quindi elezioni di candidati del cai ingegno e del cai grande carattere non si ha grande stima, ma fatte nel solo intento di escludere altri candidati, che facevano parte della precedente Camera. Questa è pur troppo una verità che a nulla gioverebbe il tacere e che sarebbe anzi dannoso il voler dissimulare.
Kgli continuava sottolineando gli intrighi e le calunnie che avevano caratterizzato in gran copia la campagna elettorale, ma riconosceva pure che tutte oneste cagioni non bastano ancora a spiegare l'enigma di certe esclusioni, a svelare il mistero di certi naufragi. Vi era un altro aspetto della questione, che sarebbe stato grave errore per la Destra trascurare:
a II paese ha assistito per cinque anni all'alternarsi dei ministeri, sempre dello stesso partito, e non poteva essere altrimenti, che i ministeri non sono che lo specchio della maggioranza. Ma questa instabilità de' gabinetti era riguardata come un male. A chi attribuirne la cagione? La nazione no attribuì la colpa alle divisioni della maggioranza stesso, si meravigliò che fosse divisa in frazioni, le quali erano ciascuna raggruppata intorno a un nome* La scomparsa del conte Cavour mise in evidenza queste frazioni, e tutte furono condannate col nome di consorteria. La parola fece fortuna e produsse i suoi frutti. Il paese, ancora poco esperto nelle politiche lotte e nell'organismo parlamentare, condannò le consorterie, senza indagare se erano un portato della situazione della Camera, se non erano nnw conseguenza della mancanza d'un grand'uomo, che le varie fazioni riunisse e dirigesse. La sinistra, che comprese qual partito si potesse ottenere da questa disposizione degli animi, lavorò su questo tema, e fu aiutata in tutti i modi dai clericali. Quindi la guerra dichiarata dagli nomini che erano riguardati come i più saldi sostegni di questo o quell'uomo politico. Cfr.;LTnei CmAiiA* Giacomo Dina cit., pp. 495-496.