Rassegna storica del Risorgimento
ELEZIONI POLITICHE ITALIA 1865; ITALIA STORIA 1865-1866
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1966
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252 Alberto Aquarone
forzi della sinistra noi avremo più vergogna che utilità (...). Io credo che nulla-mcno la sinistra abbia una bella parte, se sa ordinarsi e costituirsi. Il governo stesso ne è persuaso, e conta di avere una tale opposizione* da dovere capitolar con essa. Il pericolo sta per me nella consorteria piemontese, che sola è uscita intatta dalla prova delle elezioni . *'
Quanto ai moderati, parecchi fra loro non seppero resistere alla tentazione di attribuire l'andamento confuso e addirittura caotico della campagna elettorale, ed i risultati poco lusinghieri per essi delle votazioni, in larga misura all'inettitudine del gabinetto, ed in particolare del ministro dell'interno Natoli, succeduto al Lanza, il quale aveva limitato al massimo la tradizionale interferenza governativa nella competizione, preferendo adottare una politica, per così dire, delle mani nette . Già all'indomani del primo scrutinio, scrivendo il 23 ottobre al direttore dell'Opinione, Carlo Matteucci aveva lasciato trasparire in maniera quanto mai chiara il suo malumore per lo scarso vigore del ministero e di buona parte dei suoi stessi sostenitori, ed aveva dimostrato una ben scarsa propensione ad inchinarsi davanti alla nazione che ha parlato .2) Il Lanza, da parte sua, nella già citata lettera allo Zini del 4 novembre, lamentò:
L'astensione assoluta del Governo nel moto elettorale lasciò libera cartiera a tutte le ambizioni locali ed ai partiti estremi di agitarsi e prevalere. Contali elementi parrai assai difficile la costituzione di una maggioranza liberale si, ma governativa e nazionale, la quale né pretenda l'impossibile, né assoggetti i grandi interessi dello Stato alle esigenze locali.
Sta bene che il Ministero non intervenga con mezzi corrompitori nelle elezioni, ma che sene stia proprio colle mani alla cintola a contemplare lalotta come di cosa che non lo riguardi è tale insipienza di cui non si trova esempio negli annali di nessun governo costituzionale. Passi ancora questo sistema dell'inazione per i tempi tranquilli e normali, non mai quando i marosi imperversano si
*) Cfr. Museo Centrale del Risorgimento, Roma (d'ora in poi citato come M.C.R.), basta 234, fase. 4.
2) La lettera del Matteucci a Giacomo Dina, datata da Firenze, era cosi concepita:
fi Caro Dina,
Xtushmiajtioéi, dite voi, davanti alla nazione che ha parlato.
Cattiva politica; e a forza d'inchinarci ci ramperemo il collo. Il paese vuole essere governato e sopratutto in traesti momenti, e quando si tormentano tutti i possidenti, anche i più piccoli, eolle imposte, gli uomini religiosi con mille fori di spillo senza conclusione, non si devono lasciare le elezioni in balìa dei partiti estremi.
Sono giorni tristi molto e molto vergognosi per l'Italia. Vediamoci qualche volta.
,C Matteucci.
Cfr. LUIGI CHIALA, Giacomo Dina cit.t p. 491.
Tipico pare il commento di Savorio Baldacchini, che in una lettera al Massari del 12 dicembre 1865, lamentava: Tutti i nemici degli ordini presenti si: accorda no insieme a denigrare i migliori, ed il paese, non abbastanza maturo, li credo, e sento una invincibile ripugnanza por chi ha voluto l'unità dell'Italia. Gli nntiunitari sono ora più che altrove in Piemonte, e presso il Principe, e vuol dire che grande o voro è il pericolo ! La inesplicabile fiacchezza del Ministero, la nessuna disciplina dì coloro che unica ancora di salate stimano la monarchia e lo statuto mi fa paura davvero . Cfr. M. C. R, Cario Massari* busta 809, fase. 34 w.