Rassegna storica del Risorgimento
ELEZIONI POLITICHE ITALIA 1865; ITALIA STORIA 1865-1866
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1966
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253
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Dalle elezioni del 1865 al secondo ministero Ricasoli 253
abbandona la nave in balìa delle onde e dei venti e senza nocchiero che la governi. l>
E dal lato opposto dello schieramento moderato, la milanese Perseveranza rincarò poco tempo dopo la dose:
L'onorevole Natoli inaugurò al Ministero dell'interno un'altra politica elettorale, la politica della Inazione e della imparzialità proclamata. Fa creduto un rimedio, un temperamento di equità e prudenza, che desse agio ed eqnilibrio ai vani partiti* fu invece un equivoco di più, aggiunto ai molti, che già s'erano impadroniti e dominavano a grado loro il campo elettorale.
Gli opuscoli piovvero, le polemiche divennero accanite, i partiti si urtarono, espressero i loro desideri!. le loro speranze. Gli elettori uscirono col loro verdetto, che annullò per la massima parte le speranze e i desidera' di tutti.
Quale che sia la nuova Camera, è certo che il concetto da cui usci fu un concetto demolitore, non un concetto creatore .2)
Certo, l'inattività del ministero durante la campagna elettorale non era stata proprio assoluta ed il Natoli non si era limitato esclusivamente ad inviare, per l'occasione, una circolare ai prefetti, per esporre, in termini del resto assai moderati e privi di forti accenti polemici, il programma del governo, augurandosi che esso trovasse consenzienti la grande maggioranza degli elettori. 5) Nel complesso., tuttavia, si trattò senza dubbio di elezioni particolarmente pulite , che anche in seguito rimasero per molto tempo un esempio emblematico, e scarsamente seguito, di neutralità governativa nel corso di una competizione elettorale.
L) A quasi un anno di distanza, tornando sull'argomento delle elezioni del 1865, il Lanza cosi scrisse al Dina:
Non le contesto peraltro che le elezioni potevano riuscire migliori; ma di chi la colpa se la nuova Camera non corrispose appieno alle esigenze del paese? Sila sa con (manta ingenuità furono fatte. Si lasciarono gli elettori e le autorità locali senza direzione e senza consiglio quindi il partito pio. audace e la stampa più sbrigliata soltanto, influenzarono le elezioni. Dopo di ciò non è a maravigliare che il partito governativo abbia perduto terreno. Per dire tutta la verità, parecchi appartenenti a quest'ultimo partito, nomini egregi per dottrina e per ingegno giacquero sul terreno elettorale per avere abusato del favore che godevano presso il potere e per essere stati gli antesignani di quella camarilla che più di tutto contribuì a disperdere l'antica maggioranza. Avverta che questo mio giudizio non è postumo, ma lo manifestai più volte a quei signori, e prima ancora che il male si facesse palese, scongiurandoli a mutare indirizzo se volevano salvare la maggioranza. Ma non fui ascoltato ed invece fui da quel momento lasciato in disparte.
Cfr. Le corte di Giovanni Lanza cit., voi. IV, p. 65, lettera dell'8 settembre 1866.
**) Cfr. La Perseveranza, 1 gennaio 1866.
*) Numerosi documenti relativi alle elezioni del 1865 in A.C.S., Carte Ricasoli, Fondo Bianchii busta 1, fase. 9. Tra l'altro, vi si trovano varie lettere del prefetto di Genova circa l'opera da Ini svolta per far eleggere il marchese Vincenzo Ricci, al quale era stato contrapposto dai democratici Giuseppe Mazzini. Ricci risultò alia fine eletto con 356 voti contro 333. Secondo 11 prefetto, i numerosi voti raccolti da Mazzini erano stati una diretta conseguenza del diffuso malcontento per l'imposta di ricchezza mobile. Un'altra contosa elettorale che fa seguita* molto da vicino dalle autorità governative fu quella ohe ebbe a protagonista, nel collegio di Caitelnuovo de* Monti (Reggio Emilio), Giovanni Grilenzoni, fe-vido repubblicano e amico di Mazzini. Il Grilenzoni fu eletto ma rinunciò al mandato parlamentare.
È da notare, inoltre, che il governo avallò esplicitamente il programma elettorale formulato da Massimo d'Azeglio nel suo opuscolo Agli chttori, che In elogiato dalla Gas-