Rassegna storica del Risorgimento

ELEZIONI POLITICHE ITALIA 1865; ITALIA STORIA 1865-1866
anno <1966>   pagina <256>
immagine non disponibile

256 Alberto Àquarone
il sistema parlamentare e Io stesse libertà costituzionali non. avrebbero potuto che continuare ad avere vita precaria. *)
I risultali delle elezioni del 1865, i anali, anche se non facilmente definibili e interpretabili con precisione, erano suonati senza dubbio come parziale scon­fessione della politica cousortesca dei moderati, non poterono evidentemente che rafforzare nei loro propositi quegli esponenti democratici ormai decisi a fare della Sinistra un partito in tutto e per tutto legalitario, privo di atteggiamenti apertamente radicali o addirittura sovvertitori dell'ordinamento costituzionale monarchico vigente, pronto ad assumersi direttamente responsabilità di governo. Ciò tanto più dopo che la crisi ministeriale del dicembre 1865 ebbe rivelato l'estrema fragilità della maggioranza moderata alla Camera. Alla base della crisi vi era stato il diffuso senso di disagio e di insofferenza per il continuo aggravarsi della situazione finanziaria e fortemente acuitosi alla metà del mese ha. seguito all'esposizione finanziaria del Sella: questi aveva delineato, per far fronte all'al­larmante disavanzo del bilancio dello Stato, un programma di riduzioni delle pubbliche spese e di nuovi oneri fiscali, in particolare attraverso l'introduzione di imposte sul macinato, sulle porte e sulle finestre e la riforma di quelle sulle successioni e sugli affari. H generico malumore della Camera aveva trovato pochi giorni dopo espressione nell'interpellanza Nisco, diretta a mettere in causa la legittimità del R. D. 23 ottobre 1865 con cui il servizio di Tesoreria dello Stato era affidato, a partire dal 1 gennaio 1866, alla Banca Nazionale, o ohe aveva offerto il destro all'opposizione di sinistra, specialmente per bocca di Crispi e di Mancini, di muovere un vigoroso attacco a tutta la politica governativa. Ad esasperare ancor più gli animi in un clima già abbastanza arroventato era inter­venuta una poco abile dichiarazione di La Marmora, il quale, in tono secco e spazientito, aveva lasciato capire, fra le vivissime rimostranze della Sinistra, di essere pronto a sciogliere la Camera, qualora la situazione lo richiedesse.2) La tumultuosa giornata parlamentare si era conclusa con il rigetto, con 130 voti contrari e 115 favorevoli, di un ordine del giorno Broglio suonante approvazione dell'indirizzo seguito dal governo; a meno di 48 ore di distanza, il 21 dicembre. La Marmora aveva annunciato alla Camera le dimissioni del ministero.3)
1) In questo senso si espresse, per esempio, Enrico Cialdinì, in una sua lettera del 28 aprile 1865 a Crispi, nella quale si congratulava calorosamente con quest'ultimo per l'atteggiamento assunto con Repubblica o Monarchia? Cr. Carteggi politici inediti di Fran­cesco Crispi (18601900) estratti dal suo archivio, ordinati e annotati da T. PALAMEKOHC-CRISPI. Aspromonte Mentana La questione morale, Roma, L'Universelle, s. d;,jp. 73.
z) La Mormora si era così espresso: Signori, non intendo né punto, né poco entrare in questa discussione, e intendo tanto meno fare un discorso per combattere quello del­l'onorevole Mancini, ma semplicemente respingere una insinuazione del preopinante, l'in­sinuazione cioè che il Ministero cerchi di esercitare una pressione, facendo per mezzo dei giornali officiosi credere che il Governo abbia l'Intenzione di sciogliere la Camera. Dichiaro formalmente che finora, noti Bene la Camera, che finora non è mai venuto in mente al Ministero di procedere allo scioglimento della Camera, ma quando fosse necessario questo stesso Ministero ne avrebbe il coraggio . Cfr. Atti parlamentari. Camera, IX J.egislntuni, Sessione 1865-66, Discussioni, voi. I, p. 396 (tornata del 19 dicembre 1865).
3) II Lonza cosi commentò, m una lettera del 20 dicembre al Castelli, il voto del giorno precedente e le sue conseguenze! Siamo in piena erbài II voto di ieri e l'espressione la più netta e vera della Camera attuale. Tutte le passioni si sono coalizzate contro il ministero, e senza capire ragione di sorta sono scoppiate contro di lui Non hanno voluto