Rassegna storica del Risorgimento
ELEZIONI POLITICHE ITALIA 1865; ITALIA STORIA 1865-1866
anno
<
1966
>
pagina
<
259
>
Dalie elezioni del 1865 al secondo ministero Ricasoli 259
ramcnti politici alla Camera dopo le elezioni dell'ottobre 1865, la possibilità che venisse a crearsi ima nuova maggioranza ministeriale, imperniata sull'alleanza della Sinistra costituzionale con il terzo partito, diventava tutt'altro che remota. I giornali moderati si affrettarono a rinfacciare a Mordini la sua... moderazione, ad insistere sull'assoluta indeterminatezza del suo programma, a sottolineare che qualora la Sinistra avesse aderito alla linea politica da lui propugnata, avrebbe perduto ogni ragion d'essere, in quanto privata di una sua propria peculiare caratterizzazione.l) E l'autorevole organo del moderatismo lombardo si compiacque di ironizzare sull'improvviso ravvedimento di tanti democratici: La Sinistra infatti, si leggeva sulla Perseveranza del 5 gennaio a cui, sei mesi or sono, ogni violenza di linguaggio era poca, ha assunto da qualche tempo un tono di una esemplare prudenza. Bastò che si trovasse d'un tratto assai più vicina al portafoglio di quanto s'era mai potuta immaginare, perchè smorzasse altresì d'un tratto gli ardori suoi e incurvasse il dorso e camminasse, come Sisto V, appoggiata a un bastone. I suoi uomini politici, i suoi diarj più autorevoli non hanno in questi giorni maggior cura che quella di disdire gli antichi propositi, di rassicurare gli elettori conservatori, di provare che la loro venuta
sinistro è un nomo, è il Rattazzi. Potente com'egli si dice che sia di simpatie nostrali e straniere, certo è l'uomo più impopolare e meno riputato d'Italia, né ci ha uomo politico che serbi ancora un po' di riputazione, e voglia rischiarla unendosi a lui. Poi noi abbiamo, per tenercene lungi, ragioni gravissime che la storia ha registrato, e che nessuna virtù nostra potrebbe cancellare dalle sue pagine eterne. Ma tolto questo ostacolo, difficilmente potrebbero trovarsene, fra il Terzo Partito e la parte della Sinistra in cui siede il Mordini, tali altri, che con un po' di buon volere e di mutue concessioni non potrebbero superarsi .
) Scrisse per esempio il Dina, sulla Opinione del 1 gennaio 1866:
L'on. Mordini crede di certo che sia giunto il momento in cui il suo partito debba prepararsi ad afferrare le redini del governo. Se altra prova non ne avessimo, sono le idee esposte nel suo indirizzo, è la forma stessa dell'indirizzo.
Qual è la politica dell'oli. Mordini? Rispetto dei trattati, prudenza nelle relazioni estere, cemento dell'alleanza delle due potenze occidentali, economia nelle spese senza disfare l'esercito, senza venire ad una esagerata diminuzione nel numero dei combattenti.
Ma è questo, si chiederà più di uno, il programma della sinistra? Non è il programma del partito liberale? Non è il programma che prevale da sei anni, quel programma ohe fece ammettere il Regno d'Italia nel consesso degli Stati d'Europa, e che ci procacciò il credito, sa cai nei primi anni di un grande rivolgimento politico uno Stato deve fare precipuo assegnamento?
Noi conoscevamo un programma della sinistra; era quello di Sarnico e di Aspromonte, era la guerra immediata per la Venezia, era la rivoluzione a Roma, era la forza dei volontari sostituita all'esercito stanziale, era la dittatura infine l'imposta unica*
. Ora nulla di tatto questo. La metamorfosi è completa; L'on. Mordini lascia quel programma per prendere il nostro; la sinistra ripiega la sua bandiera e se la mette in tasca, dicendo agli Italiani! Eccomi rinnovata nel battesimo della moderazione
Cfr. LUIGI CHI.VLA, Giacomo Dina ci !.., voi. II, pp. 569-570.
Il 4 gennaio, il direttore àeWQpinione tornava sull'argomento, per invitare Mordini ed i suoi amici della Sinistra ad uscire dal vago ed a precisare il loro programma: I partiti non si ricomporranno finché non vengano fuori alcune idee pratiche, che rispondano alle presenti condizioni (...). L'on. Mordini ha dato un bell'esempio: ora non resta che fare un passo; dalle teorie politiche, dalle massime voghe, in cui lutti pih a meno convengono, entrare nétta, via delle idee positive e delle riforme particolareggiate. Noi lo aspettiamo da un partito che presume di essere abbastanza forte per conseguire il premio delle, suo lotte: il potere. Cfr. LUIGI CHI ALA, Giacomo Dina di,, voi. fi, pp. 571-572.