Rassegna storica del Risorgimento

ELEZIONI POLITICHE ITALIA 1865; ITALIA STORIA 1865-1866
anno <1966>   pagina <261>
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Dalle elezioni del 1865 al secondo ministero Rkasoli 261
E chiaro, insomma, che per il successore di Cavour qualsiasi incontro ira la Destra e la Sinistra avrebbe dovuto aver luogo soltanto in finizione di una riaffer-mazione dell'egemonia della parte moderata: non già come dialogo e accordo fra eguali, ma come assorbimento di singoli uomini o gruppetti della Sinistra ad opera della tradizionale maggioranza. Assorbimento che, se avrebbe anche potuto avere una validità ed una fecondità politica quando ancora si trattava di una Destra compatta, coerente nei propositi e decisa nell'attuazione di essi, non avrebbe potuto che risolversi in una ancor maggiore confusione, nel parlamento e fuori di esso, in un momento in cui il partito moderato era in piena crisi e dila­niato dai contrasti e dalle reciproche incomprensioni.
Ricasoli, comunque, non fu in grado di attuare neppure questo limitato pro­gramma di assorbimento molecolare di parte della Sinistra allorché, nel maggio successivo, in 'seguito all'imminente guerra contro l'Austria, fu ufficiosamente investito dell'incarico di sondare il terreno per la costatazione di un nuovo gabi­netto, da lui stesso presieduto.
H 7 maggio, Mhighctti, che seguiva da vicino l'evolversi della situazione, scriveva da Firenze a Michelangelo Castelli:
Quanto al cambiamento ministeriale, molto se ne parla, ma nulla è com­binato definitivamente. Pare ohe verrà il Barone, e prenderà qualcuno della sinistra. Se dà loro portafogli secondari, e si affianca bene nei portafogli politici di uomini sicuri, ciò non mi spaventa e credo poi risponda alla situazione. Inoltre il Re è in questa idea e Cialdini vi ha lavorato a tutt'uomo . *)
Fin dal 30 aprile, del resto, la Gazzetta del popolo di Torino, in una sua corri­spondenza da Firenze del 28, aveva dichiarato ormai indubitabile un rimpasto governativo con l'inclusione di alcuni uomini della Sinistra e del Centro-sinistro, ed aveva anche fatto i nomi di Crispi, di Depretis e di Cordova. E per circa un mese e mezzo, fra voci, confidenze, illazioni e smentite, la questione della rico­stituzione del gabinetto e dell'eventuale ingresso di uomini della Sinistra nella nuova compagine governativa, fu al centro dell'attenzione degli uomini politici e dell'opinione pubblica più qualificata, anche se in seconda linea rispetto al problema fondamentale dell'alleanza con la Prussia e della sempre più probabile guerra contro l'Austria. L'asse attorno al quale ruotavano le trattative e le dicerie era naturalmente Ricasoli. Questi, fin dai primi di maggio si era messo in contatto con i suoi principali amici politici toscani per conoscere la loro opi­nione sulla composizione di un eventuale nuovo gabinetto, da lui presieduto, e più in particolare sul problema dell'ingresso di alcuni esponenti della Sinistra. In data 3 maggio 1866, Leopoldo Galeotti gli scrisse in proposito la seguente let­tera.2)
Caro Bettino,
credo d'interpretare U tuo desiderio, e di secondare l'amichevole invito che tu mi facesti, ripigliando per lettera hi nostra conversazione d'jeri mattina, che i'u interrotta prima che io giungessi a conclusione.
Io ritengo che qualunque assuma il Governo del Paese particolarmente in questi momenti deve cercare.di circondarsi di uomini coi quali sia sicuro di andare
*) Gfr. Cartéggio politico di Michelangelo Castelli cit., p. 120. 2) Gfr. A.C.S., Carte Hìcasoli, Fondo Basiogì, busta 1, fase. 10.