Rassegna storica del Risorgimento
ELEZIONI POLITICHE ITALIA 1865; ITALIA STORIA 1865-1866
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Alberto Aquarmw
pienamente d'accordo non tanto sull'Indirizzo generale della politicai quauto e più su Ut* massime di Governo colle quali intenda di regolarsi.
Lo molte volte il difetto di un programma determinato può fare mancare Taceordo desiderato anche fra gli uomini coi quali vi è maggiore omogeneità di vedute. Io ritengo eJbc questo programma sia tanto pia necessario, quando per circostanze speciali vi sia o vi possa essere la opportunità di assumere come colle* ghi persone appartenenti a diversi gruppi della Camera.
Io non approvo né rigetto questa opportunità. Dico bensì che quando ciò sia inevitabile, la omogeneità che manca nelle persone, bisogna supplirla almeno nella determinatezza delle massime da seguirsi.
Con questo alludo alle diverse questioni le quali io penso che tu deva risolvere tra te e te nella tua coscienza, e sentito anche il parere delle persone più meritevoli della tua fiducia, e che tu le deva risolvere astrazione fatta dalle persone, ed anzi prima che a queste tu volga il pensiero.
Tali questioni le riduco precipuamente a tre.
I. In tempo di guerra devesi o no tener adunato il Parlamento?
II. In tempo di guerra devonsi o no chiedere poteri politici e correzionali sia rispetto alle finanze, sia rispetto alla libertà della stampa, sia rispetto alla libertà individuale?
III. Devonsi chiamare i. volontarj, come, con quali regole, a quali effetti, a quali condizioni?
Quanto a me sono abbastanza chiaro sulle prime due questioni, perché la esperienza del passato ci rende abbastanza ammaestrati, che in tempo di guerra il Parlamento può essere di gravissimo impaccio, come ci rende ammaestrati che guerra e libertà di stampa sono inconciliabili fra loro. Reputo anzi che fin d'ora sarebbe opportuno che si provvedesse perché i giornali nulla dicessero di ciò che fa e provvede il Governo, perché altrimenti o si falsa la opinione pubblica, o si scema la libertà del Governo, o si serve ad informare i nemici.
Più incerto mi troverei quanto alla chiamata dei volontarj. Credo però che la chiamata dei volontarj, se i Corpi militari non vi repugnano, potrebbe aver luogo senza pericoli, purché fatta in tempo quasi immediato del combaciamento delle ostilità, purché si provveda a concentrargli in luoghi appositamente designati e lontani dai grossi centri, e purché con condizioni tali, che non disgustino l'esercito, e non creino imbarazzi per dopo, o anche durante la guerra.
Ho voluto soggiungere tutto questo per spiegare interamente l'animo mio. Ma o si risolvino le indicate questioni in un modo o si risolvino in un altro, ciò che reputo indispensabile si è che tu le risolva innanzi, e te ne faccia per dure così il tuo catechismo politico. Tanto più ciò è necessario essendo indissi mulab il e che il partito avverso alla unità, darà ajuto sulle prime ad ogni specie di esorbitanza nel senso demagogico e ultra liberale, per chiarirsi poi quale esso è nel corso della guerra, e quando in specie avvengano quelli alti e bassi che sono sempre da aspettarsi nel corso di una campagna lunga e grossa.
Quando tu abbia teco stesso risoluto le questioni più importanti, e costituito il tuo programma, allora è il tempo di pensare agli immilli per eseguirlo. E con questo programma albi mano, qualunque Bicno gli uomini ai quali ti accosti, non ti bisogna più di cercare di dove vengano, ed il loro certificato di origino quando concordino nelle massime da te prestabilite. Dirò di più. Il programma ti servirà come pietra di paragone, o di vaglio, per conoscere quali uomini puoi accettare quali rifiutare. Ed in ogni modo e meglio che il dissenso si conosca e si chiarisca