Rassegna storica del Risorgimento
ELEZIONI POLITICHE ITALIA 1865; ITALIA STORIA 1865-1866
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1966
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Dalle eiasioni del I86S al secondo ministero Ricasoli 265
Inoltre, poteva considerarsi certo che coloro i quali avevano creato finora ostacoli ed imbarazzi allo svolgimento della politica italiana dal 1861 in poi , e avevano professato fino al giorno prima principi che avevano provocato lo sfacelo delle nazioni più saldamente costituite, avrebbero accettato i portafogli secondari loro offerti solo come mezzo per sabre a più alte cime e sarebbero entrati nel gabinetto per esservi li Agenti della Sinistra più che per esser ti Agenti del Ministero nella Sinistra; e quando fossero al punto di dovere scegliere fra il Ministero e la Sinistra, si pronunzierebbero per quest'ultima; imperocché se si pronunziassero per il Capo del Gabinetto ed i suoi colleghi moderati, perderebbero ogni influenza sul loro partito; e senza trar dietro questo, rimarrebbero isolati nel partito moderato nel quale sarebbero tollerati. Pronunziandosi invece per il loro partito e facendo una crisi a tempo opportuno, essi scemerebbero la forza del partito moderato: e col farti Ministri, si sarebbe dato alla Sinistra una carica e dei capi che oggi non ha . L'esigenza fondamentale del momento, egli concludeva, era la compattezza del ministero. Per dimostrare al paese che in tempo di guerra non si facevano esclusioni per ragioni di partito, non era necessario avere dei ministri di Sinistra: sarebbe bastato, ribadiva Pernzzi, servirsi di Garibaldi e dei volontari nella lotta armata e servirsi di uomini della Sinistra, al pari che degli altri, nelle missioni mintali e civili.
Anche per l'ex-ministro dell'Interno, come si vede, un eventuale ingresso nel gabinetto, in posizioni di secondaria importanza, di alcuni esponenti dell'opposizione democratica, era visto in funzione puramente strumentale e contingente e non doveva corrispondere ad una svolta politica di vasto respiro. Egli aveva d'altra parte ragione di sottolineare che la partecipazione della Sinistra alla compagine ministeriale avrebbe rischiato fecalmente di diventare fonte di disunione, anziché di una maggior unità nazionale; in quanto, se avrebbe potuto neutralizzare e del resto solo in parte l'ostilità degli elementi democratici, in parlamento e fuori, nei confronti della politica governativa, avrebbe pure inevitabilmente accentuato i dissensi all'interno del partito moderato e creato dei motivi di attrito, in seno alla classe di governo, forse anche più gravi di quelli esistenti. Peruzzi dimostrava inoltre ima notevole lucidità nell'iadividuare la posizione insostenibile in cui sarebbero venuti a trovarsi i ministri della Sinistra, qualora nel governo fossero stati accolti e questa era senza dubbio l'unica forma in cui i moderati anche favorevoli ad una partecipazione di esponenti della Sinistra al ministero fossero disposti ad accoglierli non già come rappresentanti della loro parte politica, ma come Agenti del Ministero nella Sinistra.
Infine, sulla dibattuta questione della natura e composizione del preconizzato nuovo gabinetto, diede il proprio parere a Ricasoli anche il Giorgini; parere che dovette essere di netta ripulsa per l'inclusione di elementi della Sinistra, a giudicare dal tenore della risposta del barone, in data 12 maggio:
Ho letto il tuo giudizio sopra l'idea di un ministero misto. Dal punto di vista di un partito tutto quello che dici sta bene: e molte cose sono pure da considerare anco sotto il rispetto delle ragioni intrinseche di forza, e di autorità di un Ministero qualunque. Ma che vuoi, che io ti dica? Io non so vedere la cosa che da un punto culminante, al quale mi sollevano i presenti fati della Nazione, per la quale io credo suonata l'ora suprema. Quando siamo alla vigilia di vedere andare a torrenti il sangue italiano per il compimento dell'unita, e l'indipendenza della Nazione, e non si domanda a quale parte quel sangue appartenga, e sappiamo che ogni parte vi ha il suo contingente, all'interno, tra quelli che rimangono a casa,