Rassegna storica del Risorgimento
ELEZIONI POLITICHE ITALIA 1865; ITALIA STORIA 1865-1866
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1966
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270 Alberto Aquaronc
Era comunque ancora prematuro, attuile se di poco, dare per fallito il tentativo ricasoliano. Il 14, la sinistra moderata, per Bocca del Diritto, ribadiva l'opportunità, anzi la necessità, che fossero rappresentati al governo tutti i partiti nazionali, unico mezzo, questo, per dirigere le sorti del paese col concorso di tutto il paese . Ma doveva trattarsi di un gabinetto di conciliazione, non di un gabinetto mosaico. Quello stesso giorno, la Perseveranza, accennando all'eventuale ingresso di Mordiui net ministero, osservava che Bicasoli non aveva ancora abbandonato quel concetto di ragionevole conciliazione fra i partiti, il quale, se è stato accolto con mediocre fortuna ne' gruppi parlamentari, tutti alquanto partigiani ed esclusivi, è stato invece accolto con sentimenti di grande e non dubbia soddisfazione in tutto il paese . Dopo aver bruciato questo granello d'incenso sull'altare dell'unità nazionale, il giornale moderato milanese si affrettava ad aggiungere che se dopo tutto l'operazione politica cosi vagheggiata non fosse giunta in porto, non sarebbe stato un gran danno: Che se anche, per ragioni inattese, non si potesse avere ministri della Sinistra che invero non o ffre grande abbondanza di scelta, ritenete per sicuro che il Governo troverà via di dare tali posizioni ad alcuni uomini conosciuti per onestà e patriottismo, quantunque militanti in altre schiere politiche, per cui si significhi nel modo più chiaro la fiducia e la cooperazione di tutti i partiti alla grande impresa, da cui dipende totalmente l'essere della Nazione . Se la conciliazione, insomma, avesse potuto effettuarsi senza necessità di un ingresso della Sinistra al governo, tanto di guadagnato, sembrava quasi voler dire la Perseveranza. E c'è quasi da sospettare che la redazione del quotidiano milanese possedesse elementi sufficienti per avere la certezza che il tentativo di portare al governo alcuni esponenti democratici era già fallito. Proprio in quei giorni, infatti, le trattative in proposito si erano definitivamente arenate a causa dell'intransigente rifiuto della maggioranza dei moderati di accettare la collaborazione governativa della Sinistra su un piano che non fosse di umiliante inferiorità per quest'ultima. Il 17 giugno, il Diritto annunciava che la sinistra parlamentare non sarebbe stata rappresentata al governo. Malgrado le buone intenzioni di Bicasoli, spiegava il giornale, non era stato possibile offrire ad essa che un solo portafoglio, quello dell'agricoltura, industria e commercio, destinato al Mordiui. Così stando le cose, la dignità stessa del partito non poteva
ci trarrebbero nell'ignoto e ci spingerebbero ad abbracciare una politica di perplessità ed esitazione, quasi senza legami con quella, da cui trae origine la situazione odierna.
Il Dina cosi infine concludeva:
Dacché pertanto il ministero La Mnrmora dovrebbe modificarsi, ed il barone Bica-soli dovrèbbe accogliere nel suo gabinetto parecchi dei presenti ministri, ci sembra che né grandi né molte siano le difficoltà dei comporre un'amministrazione, che risponda a' bisogni dello Stato ed alle condizioni eccezionali in cui esso si trova. Quello che solo conviene raccomandare è che il gabinetto Bla formato in modo da antivenire hi taccia di esclusivo e da essere accolto dal paese come rappresentante del partito nazionale, alieno dalla politica pettegola o dagli uomini pettegoli, che sono perniciosi ai partiti ed al governo, e che non mancherebbero neppure adesso di nuocere alla sua fama ed autorità, ove mal riuscissero a introdursi nei suoi Consigli o soltanto a far credere che siano inspiratori de' suoi atti .
Cfr. LUIGI GII (AI. A, Giacomo Dina oit., pp. 701*703.