Rassegna storica del Risorgimento
ELEZIONI POLITICHE ITALIA 1865; ITALIA STORIA 1865-1866
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1966
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272 Alberto Aquarom
parte della maggioranza moderata.-1J Analogo rammarico esprimeva, il medesimo giorno, anche la Perseveranza, che pure assai più tiepida del quotidiano fiorentino si era sempre, dimostrata circa l'opportunità di ammettere nel gabinetto uomini di parte democratica. L'organo del moderatismo lombardo si spingeva anzi cosi in là da pronosticare che quell'allargamento a sinistra della maggioranza che non aveva potuto concretarsi allora, sì sarebbe verificato comunque in avvenire, per la forza stessa delle cose:
A noi duole che non siasi potuto realizzare quel programma di con-cib'azioue nel nuovo ministero Ricasoli, di cui fummo da alcuni mesi i difensori più convinti e più fermi. Perché l'ingresso di alcuni deputati della Sinistra nell'amministrazione Ricasoli non abbia potuto aver luogo, i nostri lettori già in parte conoscono. L'onorevole Mordini non ha creduto che il suo ingresso nel Ministero potesse, limitato alla sola sua persona, avere quella significazione politica che si voleva attribuirvi. Pare che tale fosse pure l'opinione dei suoi amici politici.
Noi non sappiamo se quel concetto il quale aveva fatto pensare, un mese fa, a introdurre nel Ministero gli onorevoli Crispi e Mordini, non potesse effettuarsi con l'intervento di altre persone. Se dovessimo esprimere una nostra opinione, noi diremmo di sì. Aggiungiamo di più, che in politica mal si contr'opera alla stessa natura delle cose, la quale tosto o tardi trionfa. Quel concetto che oggi
3) Si leggeva sul giornale fiorentino:
Noi abbiamo desiderato e desideriamo ancora che nella combinazione ministeriale che ei sta componendo pel caso che il generale La Mormora, diclnarandosi la guerra, vada a prendere l'uffizio di Capo dello Stato Maggiore dell'Esercito, sia fatta una convenevole parte ai rappresentanti delle varie opinioni in seno alla Camera (...). Siamo certi che questi concetti erano accolti dal barone Ricasoli, e che egli intendeva applicarli nella combinazione ministeriale, che fosse eventualmente incaricato di comporre.
Crediamo anzi di non andare lungi dal vero affermando ch'egli non vagheggiò solo speculativamente questi concetti, ma fece ancora qualche cosa di pratico che dimostrava una volontà detcrminata di attuarli (...). Qualche cosa accadde però di estrinseco a lui che turbò le disposizioni prese e accettate, ingrandì e moltiplicò le difficoltà della loro attuazione, che siccome ognuno può immaginarsi non exa già né facile né incontrastata (...). Quello che dice il Diritto, cioè che il barone Ricasoli, non ostante le difficoltà ond'era circondato, offrisse alla sinistra un portafoglio, crediamo sia perfettamente conforme al vero. Noi apprezziamo e rispettiamo le ragioni per le quali si reputò di non dover accettare l'offerta, quantunque ci potrebbe parere che la sinistra non abbia forse considerato abbastanza se le convenisse di essere rappresentata e di avere una voce nel Gabinetto, senza curarsi troppo adesso della misura e del modo. Comunque siasi, questo fatto, e l'offerta, se è vera come pare, del portafoglio della mprimì all'onorevole Depretis, provano pur sempre che si vorrebbe evitare ogni idea di esclusivismo, e fare nel Governo una certa parte alle più cospicue frazioni liberali della Camera.
Si ricscirà in questo concetto? Non siamo in grado di saperlo, ma desideriamo ancora che si riesca.
In ogni modo, qualunque sia per essere la composizione det ministero, noi toniamo per fermo ch'esso avrà cura di chiedere il concorso -e la caopèrnziouc di tutti gli uomini cospicui e adatti, che si ascrivono ai voci partiti parlamentari, indie gravi emergenze aDc quali va incontro il paese.