Rassegna storica del Risorgimento

ELEZIONI POLITICHE ITALIA 1865; ITALIA STORIA 1865-1866
anno <1966>   pagina <273>
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Dalle ('lozioni del 1865 al secondo ministero Ricusali 273
non potè, a quanto ci si afferma almeno, trovare effettuazione, la debba trovare e la troverà nel successivo svolgersi degli avvenimenti. Noi sappiamo che il Mi­nistero Hicasoli, prima ancora di nascere, è stato vivamente combattuto appunto per queste sue tendenze a imparentarsi colla Sinistra. È stato combattuto da quegli stessi deputati delle antiche provincie, i quali, per mezzo deli1 Associazione permanente, avevano in altri tempi cercato di usufruttare a proprio beneficio la coalizione. È stato combattuto da molti dei nostri amici politici, a cui l'alleanza colla Sinistra è- parsa una abdicazione, una viltà. Noi non crediamo questo il momento d'inopportune polemiche. Ci basta mettere ancora una volta nella sua vera luce il nostro intendimento, lasciando, del resto, alla logica delle cose matu­rare ciò che in esso vi ha di inevitabilmente giusto e di vero .
Al Hicasoli, non restava ormai che ripiegare sulla ricerca, per lo meno, di un apporto al suo gabinetto del centrosinistro, ossia, grosso modo, del non ben definito terzo partito rattazziano. E negli ultimi giorni delle febbrili trattative per la composizione del ministero, il problema di maggior rilievo divenne infatti quello dell'ingresso di Depretis nel ministero. Il 17 giugno, Mordini, il quale aveva già definitivamente rinunciato ad accettare il portafoglio offertogli, scri­veva in proposito a Bargoni: '
Caro Angelo.
De Pretis è stato nuovamente sollecitato stamane dal Berti ed ha risposto con un nuovo rifiuto.
Dichiarano trovarsi in serio imbarazzo.
Si contenterebbero che il Crispi promettesse di appoggiare De Pretis e me.
Indirettamente sono stato sentito anch'io se con De Pretis collega e Crispi .annuente entrerei. Ho detto no. Gli amici del Hicasoli sono dispiacentissimi. Molti gruppi di deputati desidererebbero vedere entrare nel gabinetto nuovo Crispi, De Pretis e me.
Io vado in campagna e sarò di ritorno o stasera tardi o domattina.
Tuo Antonio .
La lunga gestazione del nuovo ministero Ricasoli si concludeva, infatti, con l'acccttazione da parte di Depretis del dicastero della marina; a lui si affian­cava, come rappresentante del centro-sinistra, il Cordova, che Ricasoli era stato costretto ad accettare sia pur riluttante, affidandogli il portafoglio dell'agricol­tura. D 20 giugno, lo statista toscano poteva così finalmente presentare alla
> Cfr. M.C.R., busta 234, fase. 2812.
) Secondo il corrispondente da Firenze della Gazzetta del popolo, Depretis aveva posto come condizione per l'acccttazione da parte Bua del portafoglio della marina, l'ingresso nel ministero del Cordova all'agricoltura e commercio. Tale condizione era naturalmente particolarmente ostica al Ricasoli, dati i gravi dissidi die avevano guastato i rapporti fra i due uomini politici nei primi mesi del 1862, all'epoca della crisi del primo governo del barone toscano. Alla fine, pur di avere Depretis nel gabinetto. Bioasoli era stato costretto a chinare il capo.
ffifcniinistero risultò cosi composto: Ricasoli, presidente del Consiglio e interni; La Marinoni, ministro senza portafoglio; Visconti-Venosta, esteri; Borgatti, grazia e giù-