Rassegna storica del Risorgimento

ELEZIONI POLITICHE ITALIA 1865; ITALIA STORIA 1865-1866
anno <1966>   pagina <275>
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Dalle elezioni del 1865 al secondo ministero Ricusali 275
clie da solo nel ministero. ìì Pressoché unanime fra gli uomini politici di parte moderata era il rimprovero alla Sinistra di non essersi consegnata in ostaggio alla Destra. Gesto tanto più scortese, dopo tutto il rumore che s'era fatto. Da Napoli, infine, si levava sull'Italia la voce accorata di Francesco De Sanctis, che durante le laboriose trattative per la formazione del nuovo gabinetto aveva auspicato un ministero della guerra , il quale rappresentasse l'incontro degli elementi più liberali e giovani dell'antica maggioranza e i più temperati e governativi della Sinistra , e che ora non esitava ad esprimere la sua delusione per il ministero di destra pura appena costituito. Ricasoli era caduto nella rete tesagli, con i loro consigli, dai Giorgini e dagli Spaventa. La fortuna aggiungeva gli aveva dato l'occasione di formare una grande maggioranza progressiva, non l'ha osato, e l'effetto sarà che questa grande maggioranza si formerà senza di lui e contro di lui . Non era quello, comunque, il momento per fantasticare sull'avvenire: bisognava piuttosto ingoiare la pillola e appoggiare il governo con tutta l'energia, giacché si tratta di vita e di morte .2)
L'operazione tentata da Ricasoli non era naufragata soltanto, però) sugli scogli della diffidenza, mista talora a vera e propria ripugnanza, di molti espo­nenti moderati per gli uomini della Sinistra, e dell'ostinazione, del resto com­prensibile sul piano della lotta politica, che è lotta per il potere, con cui era stata concepita e condotta prevalentemente come disegno di assorbimento molecolare di singoli individui o gruppetti appartenenti al variopinto schieramento dell'op­posizione, piuttosto che come incontro da pari a pari, sia pure da diverse posi­zioni di forza, tra due partiti alla ricerca di un terreno comune d'intesa sull'azio-
e l'occasione per la sinistra non poteva essere più propizia, perciocché la sua entrata nel gabinetto non traeva con sé né transazioni, né riserve, non essendovi né riserve, né transa­zioni per un ministero chiamato a moderare il paese in tempo di guerra, per la più santa causa.
Cfr. Linci CUIALA, Giacomo Dina cit., pp. 708-709.
1 ' Noi crediamo adunque che il Mordini avrebbe dovuto entrare anche solo, anche non approvato da una parte della Sinistra.
Avrebbe reso un servigio a tutti, ed egli ci avrebbe del pari guadagnato. Fu troppo timido, e fors'anche si preoccupò di considerazioni secondarie; e con ciò vogliam dire che vi hanno momenti in cui l'importanza viene dagli avvenimenti, non dalla posizione che si occupa.
Cfr. La Perseveranza, 22 giugno 1866.
2) Cfr. FRANCESCO DE SANCTIS, Il Mezzogiorno e lo Stato unitario cit., p. 472 e ELENA e ALDA CROCE, Francesco De Sanctis, Torino, U.T.E.T., 1964, p. 446. In una lettera a Vincenzo Gervasio, del 9 settembre 1866, De Sanctis tornava sull'argomento della forma­zione di un grande partito progressista; ... con l'acquisto della Venezia si chiudono per ora le nostre preoccupazioni di politica estera. Comincia l'epoca delle serie e ardite riforme interne, dove si dee far valere il partito progressista. Queste riforme non può tentarle il partito moderato, compromesso nel malgoverno, nciupato... Non vedo salvezza ohe nel consolidamento del partito progressista, dove pure possono aver parte i più savii di sinistra, come Mordini, Càspi, Bargoni, Cairoti, De Luca, e i più arditi dei moderati, conte il Ricasoli. Questa trasformazione de' partiti.,, sembrava utopia quando io la invocava ncVItalia', oggi ò voluta e invocata . Cfr. ELENA e ALDA. CROCE, Francesco De Sancii* cit., p. 448.