Rassegna storica del Risorgimento

CRISPI FRANCESCO; ITALIA RIFORME AMMINISTRATIVE 1887-1890
anno <1966>   pagina <277>
immagine non disponibile

FRANCESCO CRISPI E IL PROBLEMA DELLA RIFORMA DELLE STRUTTURE AMMINISTRATIVE DELLO STATO ITALIANO '
Nel breve arco di tempo compreso tra il 1887 e il 1890 Francesco Crisp varava e realizzava un vasto piano di riforme delle strutture amministrative dello Stato italiano.
La rapidità con cui lo statista siciliano impostò tali riforme potrebbe far ritenere che si sia trattato di un'opera improvvisata e, come tale, di valore con­tingente. Essa, invece, appare il portato di una lunga e meditata elaborazione ') che ha lasciato nell'ordinamento dello Stato italiano tracce molto profonde.
E noto che tra il 1850 e il 1853 il Grispi,che aveva al suo attivo l'esperienza politico-am UIÌILÌS trativa acquisita in seno al Governo provvisorio siciliano del 1848, dedicò alle istituzioni comunali italiane, al comune in Piemonte, agli ordi­namenti del Regno delle Due Sicilie, attente indagini,2* i cui risultati avrebbe tenuto presenti allorché, giunto alla Presidenza del Consiglio, avrebbe affron­tato il problema della riforma della legge comunale e provinciale. Infatti, nel discorso tenuto a Torino nel 1887, egli richiamerà gli studi cui si è accennato allorché porrà l'accento sulla necessità di rivedere l'ordinamento amministrativo esteso dal Piemonte nel nuovo Regno con convulsiva fretta come esigeva il modo tumultuoso in cui il nostro paese fu unificato.
Inoltre, nella qualità di Segretario di Stato della Dittatura garibaldina, il Crispi aveva dato nel 1860 un chiaro saggio delle sue positive doti di legislatore la cui opera, è stato osservato, appare informata ad un coerente spirito di si­stema: presuppone spesso una conoscenza dei problemi giuridici e tecnici che venivano man mano affrontati; e in essa si può rilevare una costante aspira­zione verso nuove forme di libertà e limpidi spunti di democrazia pur nel rispetto di un governo sostanzialmente forte .3)
Gli atti parlamentari documentano in maniera esauriente che negli anni successivi al 1860, durante la sua lunga attività di deputato della Sinistra, il Crispi maturò le sue idee sui problemi dell'unificazione amministrativa italiana partecipando ai dibattiti parlamentari con profondo senso giuridico e notevole preparazione sui problemi amministrativi. Tali idee, che per il Crispi ebbero soltanto un valore programmatico negli anni in cui ebbe il potere la Destra, ne lievitarono l'attività sin da quando nell'agosto 1887 divenne Presidente del Consiglio.
9 P. S. LEICUT, Scritti vari di storia del diritto italiano, Milano, 1944, p. 544.
*) F. CRISPI, Studi su le istituzioni comunali, in Scritti e discorsi di Fiispi, Renisi 1890.
3) A. BAVIERA ALBANESE, Premessa per uno studio storico-giuridico sulla Itgislaxìon della Dittatura e della Prodittatura in Sicilia, in La Sicilia e l'Unità d*ìta Ita, Atti del ('(in­gresso internazionale di studi storici su) Risorgimento ifcaiuuio, Milano, .1962, p. 627.