Rassegna storica del Risorgimento
CRISPI FRANCESCO; ITALIA RIFORME AMMINISTRATIVE 1887-1890
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1966
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283
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Francesco Crispi e le strutture amministrative 283
denti a un bisogno sociale o destinato a beneficio di persone non indigenti* o divenute superflue provvedendosi altrimenti ai fini per cui erano state costituite. All'attività riformatrice del Crispi- di cui ci siamo limitati a segnalare gli aspetti più significativi, la storiografia di ogni tendenza ba attribuito concordemente un significato profondamente liberale.
Raramente in Italia scriveva qualche anno fa Roberto Battaglia in così breve tempo un Governo ha varato una cosi imponente moie di provvedimenti istituzionali tali da configurare nei suoi elementi essenziali lo Stato liberale quale è sopravvissuto fino al Fascismo . J> È indubbio, infatti, che non si possa giudicare diversamente un'opera come quella del Crispi volta a conferire alla pubblica amministrazione italiana strutture sempre più rispondenti alle esigenze di un moderno Stato di diritto.
Si è osservato, tuttavia, che, con i principi schiettamente liberali cui si ispirò la sua legislazione, contrasta la sua pratica di Capo di governo e di Ministro degli Interni non sempre di sicura ortodossia liberale. Lo accusarono un giorno alla Camera ha notato Chabod di far leggi di Sinistra e politica di Destra; e, lasciando da parte quei due concetti ormai molto equivoci, si potrebbe dire che il pensiero in astratto era liberale e l'animo autoritario .2)
E indubbio che la Sinistra aveva continuato la politica della Destra con nomini e frasi di Sinistra; in realtà, però, il Crispi, ed è il Gramsci che lo riconosce, riuscì; a superare tale punto morto dando un reale colpo in avanti alla nuova società italiana . 3>
A nostro avviso le idee e le aspirazioni di cui erano permeati la mente e l'animo del Crispi erano e rimasero profondamente liberali. Esse, tuttavia, furono condizionate dalla cosiddetta ossessione dell'unità politica territoriale del paese sì che, se da un lato egli mirò a fare dello Stato il termine e il punto culminante di un processo ideale che va dall'individuo fino ad esso e che lo alimenta e se ne alimenta in una reciprocità d'influssi, dall'altro antepose autorità a libertà quando ritenne che fosse suo supremo dovere opporsi a quei movimenti polìtici o sociali nel cui trionfo intravedeva il pericolo dello scardinamento delle strutture dell'ancor giovane Stato italiano per la cui difesa non aveva esitato a legarsi alla Monarchia abbracciando il principio della egemonia piemontese con una energia ed una forza che non avevano gli stessi politici Piemontesi . *' Un sentimento ha rilevato recentemente il Brancate s) guidò sempre la sua attività anche negli ultimi anni: il sentimento dell'unità e integrità della Patria, l'unico e il più forte che egli aveva ereditato dal Mazzini, e da lui così profondamente sofferto da farsene quasi un'ossessione. Non si spiegherebbe altrimenti quella sua continua poltra ài vedere da un momento all'altro sfasciarsi
'-) B. BATTAGLIA, La prima guerra d'Africa, Torino, 1958, p, 388.
*) F. CHABOD, Storia detta politica citerà italiana dal 1870 al 1896. Le premesse, Bari, 1951, p. 546.
s) A. GRAMSCI, Il Risorgimento Torino, 1954, p. 76.
*> Ibidem.
?) JF, BRACCATO, L'unificazione amministrativa nel pensiero di Crispi (Conferenza tenuta il 13 novembre 1965 nella Sala DI Maggio della Società Siciliana di Storia Patria per incarico dell'Istituto perla Scienza dell'amali nitrazione pubblica di Milano).