Rassegna storica del Risorgimento
GUERRA ITALO-TURCA 1911-1912; ITALIA POLITICA COLONIALE 1911-19
anno
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1966
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pagina
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285
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IL NAZIONALISMO ITALIANO E L'IMPRESA DI LIBIA
Giovanni Giolitti nelle sue Memorie fa solo un rapido accenno all'attività -dei nazionalisti in relazione all'impresa di Tripoli, limitandosi a dire che essi avrebbero voluto una grande guerra che avesse dimostrato tutta la forza dell'Italia e che fosse stata diretta sino dall'inizio a colpire la Turchia nei suoi punti più vitali . 1
Nelle memorie del grande statista liberale, primo artefice della spedizione, dunque, l'opera nazionalista per Tripoli non trova alcun particolare riconoscimento.
Si tratti di ima serena valutazione dei motivi che realmente contarono nel determinare il paese all'impresa o magari di una posizione assunta per altre ragioni, è un fatto che un tale riconoscimento non esiste.
Di recente, poi, uno studioso straniero affermava che anche nella sua epoca d'oro, durante la guerra di Tripoli e nel periodo della propaganda interventista l'Associazione Nazionalista, pur avendo detto la sua parola nella formazione della pubblica opinione . non aveva contribuito a formare la vita politica italiana : l'attività dei nazionalisti era rimasta ai margini dell'impresa libica.2)
Queste affermazioni e giudizi contrastano, è ovvio, con la rivendicazione della paternità dell'impresa tripolina che il nazionalismo ha spesso fatto.
Corradini, ad esempio, scriveva nel 1911: la campagna per Tripoli ha avuto il suo campione; e questo è stato il più giovane de' sodalizi italiani, il nazionalismo .3 E L'Idea nazionale diceva nel 1912: il nazionalismo ha avuto sì grande ed efficace parte nel costringere (è proprio questo il verbo !) il Governo ad intraprendere la spedizione coloniale . *' U 25 febbraio 1914 Luigi Fedcr-zoni dichiarava in parlamento a nome dei nazionalisti di accettare onestamente e alteramente la responsabilità di essere stati forse i primi a propugnare la necessità dell'occupazione territoriale della Libia e certamente ci primi a propugnarla risolutamente.5' P. L. Occhiiii, poi, nella biografia di Corradini rivendicava il merito ai nazionalisti di aver formato la pressione dell'opinione pubblica su Giolitti per spingerlo all'impresa6) e in un articolo
l) G. GIOLITTI, Memorie della sua vita, Milano, 1922, voi. II, p. 469.
2> W. AI.FF, Il nazionalismo precursore del fascismo, in II Veltro, n. 6,1964, pp. 994, 1007. Il saggio, con qualche lieve variazione, è lo stesso comparso con il titolo Die Asso-dazione Nazionalista Italiana von 1910, in Faschismus-Nationalismus. Ergebnisse und Re/erote der 6. Ualienisch-dautsàhen IIìsioriker-Tagung in Trier, Brini usciiweig, 1964, pp. 7-27 e 105-123.
a> E. ConKADPU, L*ora di Tripoli, Milano, 1911, p. VI.
*) L'Idea nazionale, 25 aprile 1912.
*> Ibidem, 26 febbraio 1914.
) P. L. OCCHINI, Corradini, Firenze, 1933, p. 288.