Rassegna storica del Risorgimento

GUERRA ITALO-TURCA 1911-1912; ITALIA POLITICA COLONIALE 1911-19
anno <1966>   pagina <286>
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Raffaele Molinelli
del 1936 diceva testualmente: Ed è eerto che, se alcuni avvenimenti interna* zinnali concorsero a decidere il paese e il governo, i nazionalisti furono la viva avanguardia della Nazione nel porre e neIPùnporre la risoluzione della questione di Tripoli; ed è più che probabile che nulla si sarebbe fatto senza l'opera loro no­nostante Agadir e la conclusione dell'accordo francotedesco pei il Marocco . ' '
Solo il Castellini, fra gli scrittori nazionalisti, pur attribuendo al naziona­lismo il merito di essere stato l' unico a compiere la preparazione spiritua­le e l'informazione tecnica dell'opinione pubblica all'impresa , tende a limi­tare l'importanza della pressione della campagna nazionalista sul governo af­fermando che Giolitti era stato mosso da altri elementi di persuasione e sopra tutto da fattori internazionali , e non aveva avuto dalla agitazione nazio­nalista troppo impulso all'azione . 2)
Mentre la tesi, per dir cosi, giolittiana trova buona accoglienza da parte del Croce,s) non mancano però anche coloro che prestano buon ascolto alla tesi na­zionalista. E non è questo soltanto il caso di studiosi di formazione etico-po­litica assai vicina a quella del nazionalismo, come, ad esempio, il Cilibrizzi, 4> ma anche di studiosi di altra ispirazione. Di recente hanno fatto propria la tesi nazionalista Augusto Torre e Giampiero Carocci. Dice il Torre a proposito di Giolitti: Anzitutto era mosso precisamente da avvenimenti interni. Al suo oc­chio sperimentato non era sfuggito il sorgere e il prosperare del movimento nazionalista, che aveva preso grande vigore proprio nel 1910 e 1911 .5) E il Carocci, oltre la crisi marocchina e i problemi deU'equilibrio mediterraneo, ritiene motivo fondamentale per la decisione giolittiana all'impresa la preoc­cupazione di creare uno sfogo alle dilaganti tendenze nazionalistiche e offrir loro in Africa un diversivo alle aspirazioni, più pericolose, irredentaste e balca­niche ,6) Ma, d'altronde, la tesi dell'importanza dell'agitazione nazionalista non era stata fatta propria, in parte, a suo tempo, anche da Salvemini allorché aveva scritto che la fatalità storica che ci aveva spinto all'impresa, di cui aveva parlato Giolitti nel suo noto discorso di Torino, non era altro che l'incol-tura, la leggerezza del popolo italiano, che avevano trovato la loro migliore espressione proprio nella campagna nazionalista per Tripoli? T)
Tutti questi giudizi contrastanti costituirebbero già un buon motivo per condurre un'indagine particolareggiata e minuta sull'azione dei nazionalisti per
') P. L. OCCHIMI, Corradini africanista, in Nuova Antologia* 16 gennaio 1936 p. 206.
2) G. CASTELLINI, Fasi a dottrine del Nasionalismo Italiano, Milano, 1915, p. 22. La differente posizione del Castellini h stata messa in evidenza di recente da F. Gaeta (Il Hazionalismo: polemica e storiografia, in II Veltro, n. 6, p. 808, ora riportato in Naziona­lismo italiano, Napoli, 1965),
3> B. CROCE, Storia d'Italia dal 1871 al 1915, Bari, 1959, XII ed pp. 282-289.
*.) Per il Cflibrizzi il nazionalismo fu uno dei principali fattori che determinarono la guerra libica (Storia parlamentare politica e diplomatica d'Italia da Novara a Vittorio Ve­neto, Milano, Genova, Roma, Napoli, 1934, voi. IV, p. 138).
s> A. TORSE, La politica estera dell" Italia dal 1896 al 1914, Bologna, 1960, p. 357.
6) G. CAROCCI, Giolitti e l'età giolittiana, Torino, 1961, p. 147.
"0 Vedi Perchè dovevamo andare in Libia, in L'Unità del 20 febbraio 1914, e la pre­fazione di Come siamo andati in Libia, Firenze, 1914, riportati in G, SALVEMINI, Como sia­mo andati in Libia altri scritti dal 1900 al 1915, a cura di A. Torre, Milano, 1963, pp. 318, 327; vedi pure tutti gli altri articoli sull'argomento riprodotti nello stesso volume.