Rassegna storica del Risorgimento

GUERRA ITALO-TURCA 1911-1912; ITALIA POLITICA COLONIALE 1911-19
anno <1966>   pagina <287>
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Il nazionalismo italiano e V'impresa di Libia 287
Tripoli anche per chi non si occupasse di proposito, come invece noi stiamo facendo da qualche tempo, a mettere in luce momenti ed aspetti della vita del nazionalismo italiano.
Anche per questo, dunque, ci accingiamo con questo nostro studio a illu­strare e, per quanto possibile, a chiarire le varie fasi dell'azione nazionalista relativa all'impresa di Libia. *>
Allorché si era avuta una prima vampata per Tripoli, nel 1902, il mo­vimento nazionalista italiano non era ancora sorto.
in verità nei circoli dirigenti la politica nazionale già. ben prima di tale data, sin dal 1882, all'atto dell'insediamento francese in Tunisia, si era comin­ciata a formare la convinzione della necessità per l'Italia di impadronirsi della Trapolitania. Nel 1896-97 la nostra diplomazia aveva reagito prontamente a certe mosse francesi che sembravano mostrare un sospetto interessamento per la regione tripolina; nel 1901, poi, si erano avuti gli accordi Visconti Venosta Baxrère (con lettere datate 14 e 16 dicembre 1900) sulla limitazione dell'espan­sione francese ad oriente non oltre i confini tunisini e sul riconoscimento che un'eventuale espansione in Marocco non avrebbe intaccato gli interessi dell'Ita­lia, la quale per misura di reciprocità si sarebbe riservata di sviluppare la sua influenza in Tripolitania e in Cirenaica.
Nel 1902 gli accordi venivano perfezionati da Proietti e Barrare (con un altro scambio di lettere datate 30 giugno) nel senso che l'Italia avrebbe potuto sviluppare liberamente la sua sfera d'influenza in Libia nel momento ritenuto più opportuno e che avrebbe osservato una stretta neutralità nel caso di una aggressione subita dalla Francia o di una guerra da questa promossa in seguito a provocazione; analogo impegno veniva assunto da parte francese. Con il rin­novo della Triplice Alleanza di quegli stessi giorni si avevano i protocolli di disinteressamento da parte austriaca e tedesca per l'azione che l'Italia avesse voluto intraprendere in Libia. Nel marzo intanto vi era stato un accordo con l'Inghilterra che si era impegnata ad adoperarsi a che un'eventuale modifica dello status quo in Libia fosse stata conforme agli interessi italiani.
Sembrò allora, per un momento, che l'occupazione fosse imminente e buo­na parte dell'opinione pubblica accolse con favore tale eventualità.2)
Abbiamo detto che il movimento nazionalista non era ancora nato a quel­l'epoca. Infatti soltanto nel 1903 esso farà la sua prima e ancora tutta lettera­ria comparsa con la pubblicazione del Regno.
') Per una sommaria informazione sull'azione nazionalista per Tripoli Vedi: Primo congresso delVAssociazione Nazionalista. Roma, dicembre 1912. Relazione del Comitato Centrale, Roma, 1912; G. CASTELLINI, op. cit.., pp. 22-23; L. FEDERZONI, Venti mesi di azione coloniale, Milano, 1926; P. L. Oecnmr, Corradini, cri., pp. 230-235, 288; Corradini africanista, cit., pp. 204-207.
2) Su questi precedenti diplomatici dell'impresa libica vedi: A. TORRE, op. cit., pp* 60-61, 124-127, 154-157,178-183, 196-204, e la bibliografia in essa citata; G. VOLPE, Vimpresa di Tripoli 1911-12, Roma, 1946, p. 25 (il testo di questo volumetto stato poi inserito in Italia moderna, voi. Ili, Firenze, 1952, pp. 315439). Per l'atteggiamento dell'estrema sinistra di fronte alla questione libica nel 1902 vedi G. SALVEMINI, Tripoli e l'Estrema, in Critica sociale, a. XII, . 1 J e Perchè dovevano andato in Libia, cit., riportati in Come siamo andati in Libia e altri scritti dal 1900 al 1915, cit., pp. 20-24, 315-317,