Rassegna storica del Risorgimento

GUERRA ITALO-TURCA 1911-1912; ITALIA POLITICA COLONIALE 1911-19
anno <1966>   pagina <288>
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288 Raffaele Molinelli
La rivista fiorentina postulò subito, insieme con gli altri suoi temi politici, l'espansionismo coloniale. Già in uno dei suoi primi numeri Corradini dichiara­va apertamente: Noi siamo soprattutto espansionisti.1) E si capisce che tale espansionismo doveva effettuarsi nel vicino continente africano.2' Oltre che diffondersi nelle commemorazioni di Adua e nelle rievocazioni di Crispi il pe­riodico prestava attenzione anche ai concreti problemi delle nostre colonie afri­cane: si interessava dell'Eritrea, del Benadir, inviava mi suo collaboratore al congresso coloniale di Asmara del 1905.
L'espansionismo che la rivista vagheggiava era, anche se con qualche ten­tennamento, quello militare,3) che avrebbe assicurato all'Italia colonie di po­polamento, di smercio dei propri prodotti e di rifornimento di materie prime. Se non fosse statacela viltà e la bassa politica di piazza e di parlamento4) per usare l'espressione del Corradini, avremmo potuto avere a quest'ora, di­chiarava Giovanni Papini in una sua conferenza nel 1904, (piasi tutta l'Africa orientale e buona parte dell'Africa settentrionale .5) A questa vicina parte dell'Africa la rivista volgeva la sua attenzione anche per il timore di ambizioni francesi sulla regione di Tripoli. *)
Più tardi, un viaggio nel Sud America e la visita alle colonie di emigrati italiani rafforzavano nel Corradini la convinzione della necessità dell'espansio­nismo coloniale anche ai fini di una soluzione del problema della sovrapopola-zione. Quale fecondità banno le donne italiane ! diceva in un discorso nel 1909 Sembra un segno di non so quale predilezione celeste, di non so quale fausta predestinazione, questa spensieratezza notturna e diurna de' letti ma­trimoniali! ; ma, aggiungeva, possiamo vantarci della fecondità delle nostre donne, non della dispersione dei loro figlioli : il denaro rimesso in patria dagli emigrati è da milioni e milioni d'Italiani pagato troppo caramente . Biso­gnava rimediare a ciò, concludeva lo scrittore nazionalista, facendo innanzitutto una migliore, più disciplinata, più energica, più razionale, più nazionale politica migratoria e soprattutto, poi, sostituendo al vecchio spirito italiano migratorio il nuovo spirito coloniale imperialista che avrebbe fatto final­mente cessare l'emigrazione.
Al convegno di Firenze nel dicembre 1910, prima assise del nazionalismo italiano, Corradini collegava, poi, il problema dell'espansione coloniale a quello del Mezzogiorno e della Sicilia. Se l'Africa più vicina fosse italiana diceva nella sua relazione tutta la vita dell'isola e del Mezzogiorno e della peni­sola sarebbe rinfervorata, e certo molte cosidettc quietami interne che an­cora imputridiscono sotto il sole e per cui imputridiamo sarebbero risolte.8)
) // Regno, 15 dicembre 1903. *) Ibidem, a. I, mi. 23 e 26.
9) Vedi P. M. ARCAI, Le elaborazioni lidia dottrina politica nazionale fra V Unità e l'intervento (1870-1914), Firenze., 1934-1939, voi. Il, pp. 445-449. *) Il Regno, a. l,n. 20. 3) Vedi G. PAPINI e G. PJRKZZOMNI, Vecchio e nuovo nazionalismo, Milano, 1914,
p. ;3J.
*) Il Regno, a. II, n. 13.
?} E. COBRADim, Discorsi politici (1902-1924), Firenze, 1925, 2 ed. ,pp. 74-87.
B) // Nazionalismo italiano. Alti del Congresso di Firenze, Firenze, 1911, p. 30.