Rassegna storica del Risorgimento
GUERRA ITALO-TURCA 1911-1912; ITALIA POLITICA COLONIALE 1911-19
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1966
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290
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290 Raffaele Molinelli
Alberini ha ragione nel dire che la decisione di compiere l'impresa venne a maturarsi solo dopo Agadìr (luglio 1911), che d'altronde è ciò che dice anche Giolitti, ma ha torto nel credere che tale decisione sia stata del tutto improv visa e che non abbia avuto, in sede governativa, un periodo di preparazione anche se poi gli eventi interni ed esterni l'avrebbero fatta definitivamente realizzare.
Non abbiamo perciò alcuna difficoltà a credere a Giolitti allorché afferma di essere stato d'accordo con Di San Giuliano, all'atto della costituzione del ministero, che l'occupazione della Libia era una questione da tenere di mira .a)
Era da tempo, infatti, che il governo italiano guardava con preoccupazione alle difficoltà che incontrava la nostra penetrazione economica nella vicina terra africana (divieto agli indigeni di avere relazioni con il Banco di Roma, diniego del riconoscimento giuridico alla banca stessa, non acccttazione delle profferte di aziende italiane per la costruzione e la gestione di imprese di pubblica utilità, impedimenti all'acquisto di terreni, ostruzionismo alla missione archeologica, ostacoli alla nostra navigazione' e alla gestione di nostre industrie, uccisione impunita di due nostri sudditi) 2J e che cercava di porvi riparo reagendo direttamente nei confronti di Costantinopoli e facendo presente, ai suoi alleati-delia Triplice la gravità della situazione e la necessità per l'Italia di por fine drasticamente a tale stato di cose con una decisione radicale. Già il governo Giolitti nel 1907-08 aveva compiuto atti di forza nei riguardi della Turchia e fatto agire degli agenti per acuire i dissidi fra notabili tripolini e autorità ottomane; nel periodo successivo, poi, dopo la rivoluzione dei Giovani Turchi , allorché i rapporti italoturchi erano peggiorati e la nostra situazione in Libia era divenuta sempre piò. difficile, Di San Giuliano aveva fatto dei passi presso le potenze alleate nel dicembre 1910 e nel gennaio 1911 mettendo chiaramente in evidenza che il perdurare della situazione avrebbe potuto indurre il governo ad un'azione energica, cioè ad uno sbarco sulle coste tripoline; Austria e Germania avevano sconsigliato decisamente l'impresa e avevano dichiarato di non poter prestare ad essa alcuna cooperazione, anche se non avrebbero frapposto ostacolo alcuno.8)
H nuovo governo sorto alla fine del marzo 1911 veniva dunque ad ereditare tale situazione che Giolitti non poteva accettare quali che potessero essere le sue personali inclinazioni o convinzioni.4)
Mentre l'azione diplomatica non conosceva fino a verso la fine di luglio novità di rilievo, si metteva in moto, invece, l'opinione pubblica nazionale. Ed erano proprio i nazionalisti a muovere rumorosamente per primi le acque
J) G. GIOLITTI., op. eh., voi. II, p. 335.
3) Sull'argomento vocìi A. Toiuos, op. oit pp. 252-253 e G. YOIPE, op. eh., pp. 18-19..
3) Vedi A. TORBE, op. eft., pp. 354-356.
*) Sull'atteggiamento di Giolitti e di Di San Giuliano di fronte all'impresa vedi L., LODI, Venticinque anni di vita parlamentare. Da Pelloux a Mussolini* Firenze, 1923, p. 1-20. Nell'aprile, subito dopo la costituzione del ministero Giolitti, venivano distribuiti agli ufficiali delle forze armate manualotti di conversazione italo-araba (vedi G. SALVEMINI, prefazione a Come siamo andati in Libia, in Carnè siamo andati in Libia e altri scritti dal 1900 al 1915, cit., p. 329).