Rassegna storica del Risorgimento

GUERRA ITALO-TURCA 1911-1912; ITALIA POLITICA COLONIALE 1911-19
anno <1966>   pagina <293>
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// nazionalismo italiano e l'impresa di Libia 293
Veniva ora in aiuto alla propaganda nazionalista per Tripoli Passione di due grandi giornali, La Tribuna e La Stampa.
Giuseppe Piazza, un appassionato di cose coloniali molto vicino ai nazio­nalisti, pubblicava sul giornale romàno una serie di articoli nel marzo-maggio 1911, (piali resoconto di un suo viaggio in Libia. Il Piazza nelle sue corrispon­denze metteva in evidenza l'ambiente ostile che circondava la colonia italiana, dava notizie sull'attività del Banco di Roma, illustrava le ricchezze della regio­ne (l'esistenza di giaci nienti di zolfo, la limitatezza della zona desertica, l'acqua abbondante del sottosuolo, la superficie coltivata metà di quella italiana e quella coltivabile ben più grande ancora che tutta quanta l'Italia , il bassissimo costo e il grandissimo rendimento della mano d'opera indigena ) e la sua au­tosufficienza, prospettava la possibilità attraverso un serio lavoro di realizza­re un miracolo di vigneti, d'uliveti, di frutteti e di cereali analogo a quello compiutosi in Tunisia e in Algeria, concludendo che per i nostri agricoltori c'era in Libia un destino . U giornalista invitava gli Italiani a deporre ormai ogni recriminazione sulla Tunisia, questa terra perduta , perchè diceva le recriminazioni sono inutili. Val meglio vivere, riparare, compensare ... e c'è ancora vicina, un'altra terra promessa , la Libia. E dalla terra promes­sa sentiva levarsi un armonioso canto corale, una liturgia solenne, una pre­ghiera e una implorazione possente cantata sul mare che avrebbero dovuto essere accolti sull'altra sponda, la sponda d'Italia, ma, concludeva amara­mente, e un'illusione: di là dal mare, su quell'altra sponda lo so non si sente: che cosa si sente, più, di grande, su quell'altra sponda ? . *)
Sulla Stampa di Torino compariva a partire dall'aprile 1911 una lunga serie di corrispondenze e dispacci 2) dalla Tripolitania ad opera di Giuseppe Bevione, ora simpatizzante nazionalista 8) e più tardi, nel 1914, socio e depu­tato in un collegio di Torino dell'Associazione Nazionalista. Il Bevione, con minore retorica del Piazza proprio per certe sue doti di giornalista, ma con non minore superficialità, magnificava le risorse economiche della Libia parlando di acqua sorgiva e terra fiorente , di tanto zolfi) da ridurre la Sicilia alla lame e alla rivolta se altri se ne fossero impadroniti, di una terra che poteva ospitare milioni di italiani e che sarebbe potuta ridiventare la gemma
nalisti in seno alla Trento e Trieste vedi, anche se si riferisce ad un periodo successivo, il telegramma della Prefettura di Bologna al Ministero degli Interni (A.C.S., ibidem, busta n. 5) in data 2 maggio 1913 che dando notizie sulla riunione del Consiglio Centrale dell'associazione del 1 maggio registrava alcune proteste per il fatto che i nazionalisti entrati a far parte del sodalizio mantenevano fede alla necessità politica della Triplice Alleanza.
Per qualche contrasto anche fra gli stessi nazionalisti sulla necessità di anteporre alla politica irredentista quella dell'espansione coloniale vedi 6. VOLPE, op. cit., p. 26.
') G. PIAZZA, La nostra terra promessa. Lettere dalla Tripolitania, Marzo-maggio
1911, Roma, IMI, pp. 29, 75, 79-81, 85, 91, 118, 122, 124, 129, 131-132, 162, 171. Il volume, licenziato alle stampe il 18 luglio e pubblicato nell'ottobre 1911, b mia raccolta delle corrispondenze inviate alla Tribuna.
2) Furono poi raccolti nel volume G. BEVIONE, Come siamo andati a Trìpoli, Torino,
1912, dedicato A Giovanni Gioì itti con ammirazione e gratitudine d'italiano*
*) U 6 febbraio 1911, ad esempio, uve va tornito a Roma una conferenza nuli'Argen­tina per conto dell'Associazione Nazionalista.