Rassegna storica del Risorgimento

GUERRA ITALO-TURCA 1911-1912; ITALIA POLITICA COLONIALE 1911-19
anno <1966>   pagina <295>
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// nazionalismo italiano et l'impresa di Libia 295
Secondo Volpe, poi, razione di propaganda della Stampa poteva essere ispirata da Giolitti, quanto usata per premere su di lui* *)
Secondo noi proprio il fatto che i primi grandi quotidiani nazionali a muo­versi in favore della impresa fossero i due pia legati al presidente del consiglio non può, conoscendo l'uomo e i tempi, non essere significativo. D'altro canto, considerando Patteggiamento non molto lineare della Tribuna e certe dichia­razioni di Di San Giuliano nei riguardi della Stampai21 ci sembra plausibile la tesi del Salvemini sugli ispiratori iniziali della campagna giornalistica per Tripoli ed anche la sua convinzione che certi giornali servirono Giolitti più che egli non desiderasse .
Nel frattempo la propaganda nazionalista per Tripoli diventava sempre più insistente: nell'aprile e nel maggio Corradini teneva conferenze a Genova, Firenze Roma e Milano; Vittorio Vettori parlava a Napoli e Paolo Arcari a Parma; L'Idea nazionale continuava a parlare de L'acqua in Cirenaica... ed altrove e diceva che l'ora di Tripoli incalzava; a* in parlamento in occa­sione della discussione sul bilancio del ministero degli esteri, 1*8 giugno, l'on. Foscari presentava, per dirla con le parole del giornale nazionalista, una do­cumentazione precisa delle nostre rinunzie delle nostre sottomissioni nei rap­porti con la Turchia ; *) la stampa del movimento cominciava ad insultare gli oppositori dell'impresa, come, ad esempio, l'on. Cactani, l'insigne orientalista già sottosegretario agli esteri, che aveva detto, nella seduta parlamentare del giorno 7, che l'ostruzionismo turco era determinato dalla campagna tripolina della nostra stampa e aveva parlato dello scarso valore economico della regione e delle difficoltà di una sua conquista;s' gli oratori nazionalisti attaccavano aspramente il cauto atteggiamento del governo.6
Un'occasione favorevole si presentava, poi, ai nazionalisti per dare alla loro campagna per Tripoli un uditorio più vasto e più autorevole con il secondo congresso degli Italiani all'estero tenutosi a Roma nel giugno 1911 per inizia­tiva dell'Istituto Coloniale Italiano.
A tale congresso l'Associazione Nazionalista partecipava ufficialmente con una ben numerosa e qualificata rappresentanza e riusciva a trasformarlo quasi
') G. VOLPE, ap. cìf., p. 41.
~) La Tribuna del 16 giugno 1911, ad esempio, scriveva che i nazionalisti compivano opera disonesta con la loro propaganda per Trìpoli. Di San Giuliano scrìveva a Giolitti in data 9 agosto 1911: già ti avevo segnalato le conseguenze di un linguaggio di un gior­nale, ministeriale in tutto tranne che in polìtica estera, quale è la Stampa (Dalle carte di Giovanni Giolitti, cit., voi. Ili, p. 58).
3) Vedi L'Idea nazionale, 1 giugno 1911 e l'art. Tripoli e. i Turchi d'Italia, nel Tramerò del 22 giugno 1911.
*) Ibidem, 15 giugno 1911. II discorso veniva poi pubblicato in un opuscolo dal titolo L'Italia nel Mediterraneo la questione tripolina, a cura dell'Associazione Nazionalista, Roma, 1911.
S)II discorso pronunciato da questo lungo imbecille diceva, aggiungendo anche altre ingiurie, L'Idea nazionale del 15 giugno 1911.
b) Corradini, ud esempio, diceva nella conferenza tenuta il 30 aprili- al Liceo (Man­zoni di Milano: Ma il governo non osa. Il governo trema tutte le volte che trattasi di dare all'estero un'impressione della vitalità italiana (vedi La Grande Italia, Milano, 7 maggio 1911).