Rassegna storica del Risorgimento

GUERRA ITALO-TURCA 1911-1912; ITALIA POLITICA COLONIALE 1911-19
anno <1966>   pagina <296>
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296 Raffaele Molinelli
iu una sua manifestazione. Il congresso, infatti, prendeva deliberazioni, pro­poste dai rappresentanti nazionalisti, in favore dell'aumento delle spese mi­litari e delle scuole italiane all'estero e approvava pure all'unanimità un ordine del giorno, presentato da Fcderzoni, che ricalcava, con qualche ritocco, quello votato dal comitato centrale nazionalista l'8 marzo a favore dell'impresa tri­polina. )
Mentre da vari settori della stampa venivano mosse critiche severe all'at­teggiamento che i nazionalisti avevano fatto assumere al congresso,2* l'Asso­ciazione Nazionalista proseguiva senza tentennamenti nella sua opera di pro­paganda a favore dell'impresa e nel luglio teneva un grande comizio a Roma alla sala Pichetti sul tema Il momento politico internazionale e gli interessi dell'Italia . Alla presenza delle figure più rappresentative del movimento na­zionalista e di alcuni parlamentari (Foscari, Gallenga, Ancona, Pecoraro, Di Cesare, Centurione) si inneggiò a Crispi, vennero ribadite le affermazioni sulla feracità e sulla coltivabilità della Libia e venne votato un ordine del giorno che, dopo aver dichiarato che i diritti e gli interessi dell' Italia in Tripolita-nia, solennemente riconosciuti e sanciti negli accordi internazionali non po-vano e non dovevano subire alcuna diminuzione , chiedeva alla nostra poli­tica estera nel Mediterraneo di corrispondere alla realtà presente degli inte­ressi politici ed economici, alle- esigenze della nostra dignità, alla possibilità del divenire nazionale .3)
Dopo altre manifestazioni nazionaliste a favore dell'occupazione della Li­bia (deliberazione dei gruppi locali per una sollecita e decisiva azione del Governo , conferenze, polemiche giornalistiche, opuscoli, fondazione di gruppi nazionalisti a Tripoli, e Bengasi) veniva licenziato alle stampe verso la metà di settembre il libro di Corradini L'ora di Tripoli. Era una raccolta delle cor­rispondenze che il leader nazionalista aveva inviato dalla Tripolitania e dalla Cirenaica nel giugno-agosto all'Usa nazionale e al Marzocco, accompagnata da una prefazione e dal testo del discorso Proletariato, emigrazione, Tripoli che aveva pronunciato nelle conferenze dell'aprilemaggio nelle principali città della penisola.
Le corrispondenze al foglio nazionalista romano intitolate dapprima Let­tere dall'Africa Romana e poi più. fatidicamente L'ora di Tripoli mette­vano in evidenza le grandi possibilità economiche della regione, le responsabi­lità turche e arabe delle tristi condizioni esistenti, il pericolo dell'iniziata pene­trazione degli altri Stati. Benché in una di esse, fra le ultime, si dicesse, e que­sto era di sicuro il più profondo convincimento del Corradini, che il primo ar-
J) Vedi L'Idea nazionale, 8 giugno 1911.
2) Da parte di giornali ufficiosi della Consulta e di altri fogli. Stefano Jacini, poi, scriveva sulla Voce che il congresso, inaugurato sotto gli auspici del re e del ministro degli esteri, aveva creato seri imbarazzi alla nostra politica estera deliberando di occupare un territorio di una potenza amica e soprattutto aveva dato origine ad un assurdo di questo genere: che un'occupazione coloniale, vale a dire Firn presa più illegale, più rapida, più gelosa che un governo possa compiere, venne clamorosamente decisa in un congresso (La Voce, 29 giugno 1911, n. 26, urt. il secondo congresso degli italiani all'estero).
3) Vedi L'Idea nazionale, 13 luglio 1911.