Rassegna storica del Risorgimento

GUERRA ITALO-TURCA 1911-1912; ITALIA POLITICA COLONIALE 1911-19
anno <1966>   pagina <302>
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302 Raffaele Molinelli
sondaggi venivano compiuti nei confronti delle potenze dell'Intesa che si mo-stravano più comprensive delle difficoltà italiane. ')
Di fronte alle ultime perplessità del governo la pressione dei sostenitori dell'impresa diveniva più forte. Il presidente del Banco di Roma, Ernesto Pa­celli, ai primi di agosto, dopo aver chiesto invano compensi al governo, minac­ciava reiteratamente Di San Giuliano di cedere gli affari tripolini della banca ad una società di banchieri austro-tedeschi e il ministro era convinto che, se anche il proposito non sarebbe stato subito attuato, tuttavia si sarebbe fatto del tutto perchè l'opinione pubblica lo ritenesse già realizzato o prossimo a concludersi.2)
Ai primi di settembre le sfere governative ritenevano che se la spedizione si fosse dovuta effettuare avrebbe dovuto avere inizio nell'ottobre o nel novem­bre, oppure nell'aprile-maggio 1912 a causa delle condizioni del mare più fa­vorevoli allo sbarco.8)
Alle pressioni di quegli ambienti finanziari corrispondevano quelle sempre più decise della stampa e, in prima linea, della stampa nazionalista. L'Idea nazionale inveiva contro la classe dirigente politica perchè non si decideva all'impresa accusandola di incapacità: L'on. Di San Giuliano, questo scia­gurato che si ostina a occupare un ufficio per il quale nessuno, ormai, lo ritiene più degno né capace ;*) la minacciava con accuse di indegnità, di viltà, di tradimento e cercava di intimorirla promettendo sdegnate punizioni: e Giolitti deve oggi compiere ciò di cui non è certo degno: l'affermazione dell'Italia co­me potenza mediterranea dopo un lungo periodo di oscuramento e di viltà, di cui egli è stato, se non il massimo, dei massimi personaggi e se ora indugia e può la sua azione nuocere all'Italia, questa volta - noi lo sappiamo final­mente ogni errore sarebbe punito e ogni colpa sarebbe un tradimento 5) poiché c'è ima criminalità non contemplata nei codici penali ed è quella della inettitudine e della pusillanimità che si ostinano a stare a capo di una nazio­ne .6)
Nello stesso tempo l'organo nazionalista rivendicava alla sua parte il me­rito di aver posto il problema di Tripoli all'attenzione dell'opinione pubblica come il principale problema dell'ora: noi siamo riusciti con la nostra propa­ganda tenace a porre la questione tripolina all'apice oggi della vita nazio­nale .7) Invitava perentoriamente il governo e il paese a compiere il grande passo:Bisogna decidersi, e scegliere fra l'atto di tardiva energia e di estrema abdicazione italiana ;*) questo è il dilemma tripolino: l'occupazione o la rinunzia e L'ora di agire per l'Italia è giunta proclamava chiaramente con titoli su tutta la pagina; l'Italia deve uscire dalla sua abulia dopo che per tanti anni siamo stati eunuchi guardiani di quella terra che sombra of-
lì Vedi A. TORBE, op. at., pp. 361-364.
2) Di San. Giuliano a Giolitti il 9 agosto 1911, in Dotte catte di Giovanni Cioliui, cit.t voi, HI, p. 57;.
3) DÌ San. Giuliano a Giolitti il 2 settembre, ibidem, p. 59-*) Videa nazionale, 24- agosto 1911,
5) Ibidem, 14 settembre 1911.
6) Ibidem, 24 agosto 1911, art, di E. Cornici ini Ita penetrazione pacifica degli nitri. "ty. Ibidem, 7 settembre 1911.
*) Ibidem, 31 agosto 1911,