Rassegna storica del Risorgimento

GUERRA ITALO-TURCA 1911-1912; ITALIA POLITICA COLONIALE 1911-19
anno <1966>   pagina <303>
immagine non disponibile

Il nazionalismo italiano e l'impresa di Libia 303
frirsi alla potenza amatoria di altri paesi . J> Riepilogava i motivi che rende­vano urgente l'occupazione; per essere liberi di contrattare ogni altra combi­nazione internazionale e soprattutto il rinnovo della Triplice Alleanza, per non rimanere soffocati nel Mediterraneo, per impedire l'internazionalizzazione di Tripoli.2) Sminuiva le difficoltà politiche e militari delPinipresa che, comunque, sarebbe sempre stata un'ottima esercitazione per le nostre truppe : nessuna opposizione diceva dobbiamo attenderci dalle altre potenze, ci si oppor­ranno solo le scarse milizie turche che non potranno essere rinforzate e rifornite e, d'altronde, una piccola spedizione, e anche una guerriglia che durasse (gualche anno sarebbe una eccellente scuola per il nostro esercito troppo infan­gato nei servizi di pubblica sicurezza .3)
Intanto nel paese i vari gruppi nazionalisti promuovevano manifestazioni, stampavano e distribuivano opuscoli e manifesti, votavano ordini del giorno affinchè si occupasse Tripoli a qualunque costo e senza frapporre altri indu­gi;4' esponenti nazionalisti intervenivano, chiedendo il contraddittorio, ai comizi antitripolini degli avversari e il 20 settembre partecipavano a Roma alla cerimonia di Porta Pia al grido di Viva Tripoli italiana! .s) A mostra­re quale grado di incandescenza avesse raggiunto la campagna nazionalista per Tripoli in quel settembre 1911 niente ci sembra più significativo che le parole scritte da Corradini nel licenziare alle stampe il suo libro L'ora di Tripoli', se si consumasse il delitto di rinunziare a Tripoli diceva il leader nazionalista io sono d'avviso che il partito della nazione, il nazionalismo, dovrebbe, allora, iniziare un'azione estremamente rivoluzionaria, anche contro cose e persone che ora non si nominano. Ma confidiamo . Erano parole minacciose rivolte-assai trasparentemente al re e alla corona.6)
Ormai però l'evento era deciso e L'Idea nazionale usciva il 28 settembre con un titolo su tutta la pagina: L'Italia s'è desta ; e la giunta esecutiva del­l'Associazione Nazionalista inviava una circolare a tutti i gruppi dipendenti invitandoli, nell'ora dell'attesa, a non abbandonarsi ad iniziative individuali che potessero provocare inopportune reazioni delle quali si sarebbe po­tuto anche avere ragione, ma che sarebbero state sempre deplorevoli perchè avrebbero turbato il magnifico spettacolo di concordia di tutto un popolo .7)
Quando dunque la questione marocchina fra la Francia e la Germania fu pacificamente risolta, io giudicai che fosse giunto il momento di agire scrive Giolitti nelle sue Memorie.8) Infatti a metà settembre, pervenendo no­tizia dei progressi delle trattative fra le due potenze e dell'atteggiamento ne­gativo de* Turchi verso le nostre richieste, l'impresa veniva decisa. Il 24 set-
>) Ibidem, 7, 14 settembre 1911.
-ì Ibidem, 14 settembre 1911. >
3) Ibidem, J sc.ttemìwe-1911.
*) A Palermo, Bologna, Reggio Emilia, Snvomt, Lucca, Genova, Altaniurn, Arozzo
5) A Brescia e a Padova..Per la manifestazione di Roma vedi ARCHIVIO CENTRALE DELLO STATO, Min* Ini.;,. P. S:, Uff. Riservalo 1911-15, busta n. 10, telcgr. del Prefetto in data 21 settembre 1911.
*! E. CORRADINI, L'ora di Tripoli, ati., p. XIX. Il Corriere d'Italia del 14 settembre 1911 aveva denunciato il re come contrarlo all'impresa.
ty.L'Idea nazionale, 28 settembre 1911.
e) Voi. II,. p. 338.
*