Rassegna storica del Risorgimento

GUERRA ITALO-TURCA 1911-1912; ITALIA POLITICA COLONIALE 1911-19
anno <1966>   pagina <304>
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304 Raffaele Molinelli
tenitore il governo italiano protestava a Costantinopoli per il carico di materiale bellico del piroscafo Derna diretto a Tripoli e prendeva la decisione della guerra con un ultimatum, presentato il 28 al governo turco, che chiedeva il consenso entro 24 ore alla nostra occupazione della regione. Ritenuta evasiva e insufficiente la risposta turca, veniva da parte italiana la dichiarazione dì guerra che fissava l'inizio delle ostilità al 29 settembre. *)
La prima parte, e la più importante, dell'azione nazionalista per Tripoli si era conclusa; si trattava, ora, che la guerra era in atto, di sostenerla moral­mente, di sospingerla ad effettuarsi nei modi e nei fini quanto più conforme­mente fosse possibile ai programmi e agli ideali nazionalisti, di pensare al fu­turo assetto della colonia ... e anche di farla.
Quanto a quest'ultimo punto, i nazionalisti fecero il loro dovere. Tutti i, loro principali esponenti si recarono in Africa come corrispondenti di guerra o come soldati: Corradini,2) Federami,3) Castellini, *> Sighele del comitato cen­trale, i deputati Foscari e Arrivabene 5) e semplici gregari.6)
L'azione di sostegno morale della campagna bellica si attuò attraverso varie e numerose manifestazioni.
Tnn anzitutto i nazionalisti dichiararono il loro incondizionato appoggio al governo che aveva finalmente osato di compiere l'impresa: Noi che rappre­sentiamo la nazione e non la classe scrivevano nel momento della deci­sione che combattiamo per l'idea e non per la pancia, abbiamo un preciso dovere civico da compiere; abbiamo il dovere di sostenere il governo e di proseguire colla nostra operosa simpatia tutti coloro che ne stanno attuando il pensiero . 1
Essi, poi, avrebbero voluto creare attorno all'impresa un coro di unani­me entusiasmo: In quest'ora solenne, in questa commossa vigilia, diceva un foglio nazionalista milanese fate tacere i dissensi di parte, fate che un sol grido, ben alto e forte, si levi da tutti i petti nell'azzurro del cielo e sia il fatidico grido di Evviva l'Italia ! Evviva la Patria ! ,8)
Questo clima di entusiasmo patriottico e di obbedienza alle autorità re­sponsabili delle operazioni non avrebbe dovuto esser turbato, poi, da incompo-
*) Su questi avvenimenti vedi G. SALVEMINI, Come siamo andati in Libia* cit., pre* fazione, in Come siamo andati in Libia e altri scritti dal 1900 al 2915, cU., pp, 326-332; A. THEODOM, La preparazione dell'impresa di Trìpoli, in Nuova Antologia, 16 luglio 1934, pp. 239-249; G. VOUPE, op. cit., pp. 43-45; A. TOKRB, op. cit., p. 365; G. CAROCCI, op. cit., pp. 145-146.
2) Pubblicò poi le suo corrispondenze dalla Libia e dall'Egeo all' Illustrazione Italiana e ad altri giornali in La conquista di Tripoli, Milano, 1912 e in Sopra le vie del nuovo impero. DalVemigrazione di Tunisi alla guerra dell'Egeo, Milano, 1912.
3) Per II Giornale d'Italia.
4) Per la Gazzetta di Venezia ed altri fogli.
5) E, CORRADINI, La conquista di Tripoli, cit., p. 4L
6) Videa nazionale il 6 dicembre 1911 nel dare notizia della presenza in Africa di 4 membri del comitato centrale dell'A.N.I. diceva che vi ai trovavano pure numerosi soci; nel febbraio 1912 del gruppo di Milano 4 iscritti erano in Libia; nel numero del 19 settem­bre 1912 Videa nazionale dichiarava: l'assenza di molti, della maggior parte di noi, soldati giornalisti sul teatro della guerra.
7) Ibidem, 28 settembre 1911.
*> La Grande Italia, 8 ottobre 1911.