Rassegna storica del Risorgimento
GUERRA ITALO-TURCA 1911-1912; ITALIA POLITICA COLONIALE 1911-19
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1966
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306
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306 Raffaeh Molinelli
Gioii iti leggeva il suo discorso* parlava, con eloquenza ben altrimenti eccita* trice, la bocca rotonda del cannone ; tale discorso concludeva saturo di tutte le scorie del dottrinarismo democratico , è perciò il più insigne documento di malafede politica che registri la storia della nuova Italia . ')
I nazionalisti cosi si rendevano ben presto conto che il dovere civico , come essi lo intendevano, non sempre poteva andar d'accordo con un incondizionato appoggio alla politica di guerra delle sfere di governo, come più tardi dimostreranno meglio le numerose critiche che essi a quella politica muoveranno.
E anche quell'unanimità di consensi e di entusiasmi che essi vagheggiavano si rivelava loro subito inesistente tanto è vero che nel momento stesso che la invocavano si dicevano pronti a combattere individualmente o collettivamente, colla penna ed occorrendo anche con l'opera 2) i cattivi cittadini che si opponevano all'attuazione dell'impresa. E di quelle critiche e di questi combattivi propositi parleremo in seguito.
I nazionalisti nella loro opera di appoggio all'impresa mettevano l'accento-sul suo valore morale. Non che ormai avessero del tutto abbandonato le fascinose descrizioni delle risorse libiche, 3> ma esse passavano ora in seconda linea di fronte al valore di rinascita nazionale che per essi la guerra assumeva. Ciò che è veramente grande diceva L'Idea nazionale - in quel che avviene oggi in Italia è il fatto morale e politico della guerra. E soprattutto la grande importanza internazionale, che l'Italia va acquistando . La fede del popolo italiano nella propria forza e nella propria potenza è tanto più importante, in quanto essa rinasce dopo un lungo travagliato periodo di scoramento e di depressione collettiva : Oggi noi assistiamo al suo secondo Risorgimento . Questo b ciò che conta perchè la conquista iniziata, anche se può considerarsi il principio di una grande opera nazionale di colonizzazione, immediatamente non è a ritenersi un acquisto eccessivamente cospicuo . *) La guerra diceva Francesco Coppola ha dato inizio alla redenzione interiore del paese fugando 1 regno vergognoso della viltà pacifista e della camorra sovversiva , ha spazzato, come il vento la nebbia, il pavido e cinico individualismo borghese e la idiota menzogna democratica ; rientriamo cosi nella verità della natura e della storia, che ha un nome solo ed una sola morale, la guerra , che ha maturato tutti i germi fecondi dell'umanità, che ha generato tutte le civiltà e le moralità umane ; Hinc incipit nova Italia. La nostra redenzione incomincia .s) Se invece non fosse venuta la guerra, Giolitti diceva l'organo dei nazionalisti romani avrebbe consegnato l'Italia, mani e piedi legata, a Turati e al manicomio criminale della sua cricca. J
1 ) Ibidem, 12 ottobre 1911, art. Il discorso di Torino e il patriottismo dell'oli. Giolitti. Si noti l'espressione la bocca rotonda del cannone che si rifaceva ad un verso della e Canzone d'oltremare pubblicata proprio in' quei giorni.
?) Ibidem, 28 settembre 1911.
3) Scriveva Corradii il 22 ottobre 1911: e Si vedono nel futuro migliaia e migliaia di nostri contadini dov'ora e la loro avanguardia armata; e gualche mese più tardi: milioni di figli di sangue italiano che popoleranno quella parte d'Affrica nel futuro (La-conquista di Tripoli, eit,, pp. 53, 231).
*) Numero del S ottobre 1911, art. La guerra.
s) Videa nazionale, 19 ottobre 1911, art. Redenzione.
') Ibidem, 14 dicembre 1911.