Rassegna storica del Risorgimento

GUERRA ITALO-TURCA 1911-1912; ITALIA POLITICA COLONIALE 1911-19
anno <1966>   pagina <308>
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308 Raffaele Molinelli
tto pubblicati opuscoli e articoli sulle caratteristiche geografiche di-Ila Tripo-litania e libri sull'impresa appena iniziata. ' La stampa nazionalista era tutta mobilitata a sostenere la guerra: pubblicava recensioni ai libri che stavano uscendo sulla Libia,2) diffondeva gli articoli degli scrittori favorevoli all'im­presa, anche se avversari politici, 3> ribadiva gli scopi del conflitto, ne descri­veva le operazioni militari. Essa, poi, seguitava ad attaccare aspramente gli irriducibili oppositori della guerra: l'on. Caetani, la smisurata bestia , Co­stantino Lazzari e la sua eloquenza escrementizia , Ghislcri, il vecchio scimpanzè repubblicano . il sobillatore e ignorante Salvemini, i professori della Federazione Nazionale Scuole Medie, Sentissi stipendiati dallo Stato .4
Ma non solo sulla stampa i nazionalisti passavano alla controffensiva, non solo nei tìtoli dei loro giornali erano Alla vedetta. Contro gli stranieri d'Italia : "'> disturbavano i comizi antitripolini, 'M organizzavano contromani­festazioni, 7) si associavano alle agitazioni per far dimettere i deputati anti­tripolini di Roma.a) passavano alle vie di fatto contro i loro avversari.9)
Tutta l'organizzazione nazionalista, dunque, ogni uomo, ogni gruppo, ogni foglio,10' era in moto per sostenere la guerra e portava un notevole contri-
L) Attilio Mori pubblicava una serie di artìcoli sul Marzocco sulla geografia della Tri-polìtania. Uscivano i libri di Corradini e di Bevione, già citali, e F. T. MARIÌSETTI, La battaglia di Tripoli (26 ottobre 1911), Milano, 1912; G. PIAZZA, Come conquistammo Tripoli, Roma, 1912.
2> Ad esempio, A. GHISLERI, Tripolitania e Cirenaica. (Dal Mediterraneo al Sahara), Bergamo, Milano, 1912, che L'Idea nazionale definiva non libro settario ma un buon libro, un utilissimo manuale di consultazione (numero del 4 aprile 1912).
3) L'Idea nazionale, 12 ottobre 1911, riprendeva da Scintilla un articolo di Arturo Labriola che definiva l'impresa di Libia come una lotta contro l'Europa reazionaria e plutocratica.
4) Vedi Videa nazionale, 6 dicembre 1911 (lettera di V. Gian di protesta contro l'organo della F.N.SJVL), 26 settembre, 3 ottobre 1912.
s) Ibidem, 5 ottobre 1911.
6) A Savona nel marzo 1912.
?) A Parma nell'aprile 1912.
11 ) Dopo la grande dimostrazione cittadina sotto la reggia del 23 febbraio 1912 per la discussione parlamentare sull'approvazione del decreto di annessione il gruppo romano votava un o.d.g. per associarsi alle agitazioni per le dimissioni dei deputati Bissolati, Campanozzi e Caetani.
9) Michele Vuina che aveva scritto MIU'Avanti! che i nazionalisti favorivano l'impresa per fini ignobili e inconfessabili veniva castigato da Ezio Maria Gray nel febbraio 1912; l'articolista socialista era stato anche deplorato dalla commissione dei probiviri della stampa per non aver dimostrato le suo asserzioni. Accuse analoghe a quelle socialiste venivano rivolte ai nazionalisti dal Secolo del 4 agosto 1912: fautori, parte per incoscienza mentale e parte per troppo noti, ma non confessaili interessi, del programma pazzo e criminoso della guerra ad oltranza.
1 ') In occasione della discussione parlamentare per l'approvazione del decreto di an­nessione della Libia (22 e 23 febbraio 1912), mentre parlava Turati, Corradini dalla tribuna della stampa faceva insorgere il pubblico e i parlamentari al grido di Viva l'Italia! (P. L. OCCHIMI, Corradini, cit., p. 235; Enrico Corradini africanista, cit., p. 197). Di un convegno dei dirigenti nazionalisti che doveva tenersi a Bologna il 25 ottobre 1911 il prefetto diceva che uno degli scopi principali sarebbe stato quello di esaminare l'azione per tener desto il favore pubblico per la guerra (Ancmvio CENTRALE DELLO STATO. Min. Int., À, Uff. Rinerv. 1911-15, busta 25, Fase. 58, tclegr. in data 21 ottobre 1911).