Rassegna storica del Risorgimento
BIBLIOTECA UNIVESRITARIA DI GENOVA FONDI ARCHIVISTICI
anno
<
1966
>
pagina
<
326
>
326
Emilia Còsta
Quando si fondò la Gazz[ett]a di Torino, ristamparono i detti capitoli a uso feuilleton.
Altro non. ho scritto in genere novelle.
Mi duole l'involontaria tardanza e la prego a credermi il suo dea, servo
M. d'Azeglio
Di Vittorio Bersezio sono conservate cinque lettere; 2J una di Antonio Cagnoni, 2) una di Michele Giuseppe Canale;3) una di Giulio Carcano.4)
Le lettere di Girolamo D'Adda al Passano sono duecento-tré (numeri d'ingresso: 8463-8665) e sono datate dal 23 giugno 1861 al 14 ottobre 1880 e scritte tutte da Milano. Trascrivo alcuni brani di esse riguardanti le condizioni politiche d'Italia. Il 3 dicembre 1864 si sfogava contro la politica finanziaria di Quintino Sella: In questi giorni ho pur pensato ai libri ed alla Bibliografia. Ho dovuto raggranellar denari per anticipar l'imposta prediale e fu fatica titanica ve lo giuro. Il vuoto del Erario rimarrà lo stesso, solamente saranno vuote anche le casse parti* colorii il che pare che anche pel Sella sia una consolazione. Ci troveremo così aver vissuto un anno di più; ho ferma fiducia s) che quest'annata d'imposta non la raggiungeremo mai più,. Il pagare è già qualcosa di abbastanza nojoso, ma la convinzione che siamo amministrati da inetti è una vera desolazione. Ma cosa faremo per Dio all'indomani d'una dichiarazione di guerra ? Non sono le confidenze del bravo generale La Mormora che persuaderanno gli Austriaci ad evacuare il quadrilatero, ed una grossa guerra irta di pericoli e di difficoltà ci aspetta ben presto. H 22 dicembre 1865 esprimeva il proprio disappunto sugli uomini del governo italiano: Caro Passano, che avessimo a ritornare gl'Italiani di Giuseppe Ferrari ? ... Ma quei cari Signori di Palazzo Vecchio vogliono dunque disfare ciò che non è ancor fatto, ed eccitare l'ilarità di nostri molti nemici interni ed esterni ? Abbiamo troppi Ca-tilina in 64.mo; né vedo i Ciceroni che li debbano combattere. È vero che i nostri uomini di Stato sono di un ridicolo strano: poveri noi! Come ci tireremo da questa bolgia ? H 30 maggio 1866 esprimeva la propria diffidenza verso la politica inglese nei riguardi dell'Italia: Non so dividere i vostri sogni dorati, caro amico; lo vedrete fra poco il perchè. Noi non siamo die l'avanguardia dell'armata francese, e dal Congrosso non si scioglieranno le difficoltà esistenti e ne sortirà la guerra generale. Il congresso è fatto per disegnare le atteanze, e state certo che l'Inghilterra è contro di noi, se da tutto ciò ne dovesse sortire un altro ingrandimento dell'Impero napoleonico. Saremo soccorsi senz'averne bisogno almeno sul bel principio, e voi capite benissimo sin d'ora le tristi conseguenze di un nuovo intervento francese nelle cose nostre. Il 10 agosto 1866 commentava con parole accorate la triste situazione italiana in un momento di umiliazioni: militare e di debolezza p oli tico-di pioni a-
1 Torino, 21 loglio 1861; ivi, 2 dicembre 1883, ivi, 26 dicembre 1883; ivi, 29 maggio 1887; ivi, 25 gennaio 1889.
2) Compositore drammatico (GodiaBCo, Pavia 1828-Bergamo 1896); Novara, 21 ottobre 1881.
3) Storico ed erudito genovese; Genova, 11 febbraio 1869. *) Milano, 27 giugno 1868.
s) In calce alla lettera, il D'Adda ha indicato con asterisco il seguente appunto: a Parola di coi s'usa e si abusa alla Camera .