Rassegna storica del Risorgimento

BIBLIOTECA UNIVESRITARIA DI GENOVA FONDI ARCHIVISTICI
anno <1966>   pagina <330>
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LIBRI E PERIODICI
NICOLAS ILIESCC, Da Manzoni a Nievo Considerazioni sul romanzo italiano; Soma, So­cietà Accademica Romena, 1959, in 8, pp. 128. L. 1500.
Il romanzo tatti lo sanno - non è la storia; e non lo è nemmeno quella partico­lare specie di romanzo che chiamiamo storia romanzata. La quale ahimè può diven­tare persino il più nero tradimento ai danni della storia.
Tuttavia anche in una rassegna bibliografica che abbia esclusivo riferimento alla opere che trattano della vita politica italiana del periodo risorgimentale, può trovare po­sto un'opera come questa che relativamente allo stesso periodo esamina il romanti­cismo letterario: se è vero che la vita politica è idea e passione le quali promuovono ed ac­compagnano l'azione, e se è vero che idea e passione hanno avuto incitamento e calore da non poche pagine dei romanzieri.
Non possiamo affermare con sicurezza che soltanto da questa considerazione sia stato indotto l'A. a scrivere le nutrite pagine che poi ha raccolto sotto il titolo Da Manzoni a ZVìet'o: ma indubbiamente essa non è mancata, poiché traluce fra le altre considerazioni che sono ovviamente di ordine letterario.
Noi qui ci limitiamo ad una rapida sintesi, a rilevare cioè che il capolavoro del Man­zoni, sul quale si è lavorato e si lavora col profitto che può dare una inesauribile miniera, ed i romanzi dell'Azeglio e del Guerrazzi, ed infine il capolavoro del Nievo vengono dall'A. considerati come tre momenti ed aspetti della grande manifestazione letteraria italiana avvenuta nel clima romantico, e che di tali momenti ed aspetti vengono segnalate con grande acutezza e precisione le diversità ed i legami di natura ideologica, sentimentale e stilistica.
In conclusione Manzoni è il genio che avverte la grave crisi dello spirito seguita al crollo del mito della ragione, e dona al travaglio morale dei suoi contemporanei il suggello dell'arte splendente della bella immortai benefica fede . Parimenti i romanzi storici dell'Azeglio e del Guerrazzi, non avvertendo la crisi spirituale ma una crisi storica e sociale, si ispirano alla storia, e pur non riuscendo ad acquistare valore di opera poetica e quindi valore di arte, riescono nell'intento di incuorare gli Italiani, e rendono possibili gli entusia­smi, le speranze, le certezze, i sacrifici e gli eroismi del grande biennio 18481849.
Cosi Le confessioni di un italiano, ossia le memorie che non a caso prendono inizio proprio all'indomani della sconfitta di Novara, rappresentano di fronte alla realtà meta­fisica del Manzoni e di fronte alla realtà storica dell'Azeglio e del Guerrazzi, rappresentano e sono la realtà vitale, liberata da concezioni prettamente rivoluzionarie ed affermante il principio di una maggiore organizzazione di forze politiche e combattenti. Premessa insomma all'azione degli anni 1859 e 1860.
Questa è la traccia, e su di essa e stata fedelmente condotta un'opera seria e tanto più apprezzabile perchè è nata sotto gli auspici della Società Accademica Romena, alta­mente benemerita per le altre sue pubblicazioni di filologia, di filosofia, di teologia, di storia e di scienze sociali. PIERO ZAMA
GIUSEPPE ORTOLANI, La riforma del teatro nel Settecento e altri scritti, a cura di GINO DA­MERINI e con bibliografia a cura di NICOLA MANCINI (Civiltà Veneziana, Studi 14); Venezia, Istituto per la Collaborazione Culturale, 1962, in 8, pp. XXVIII-472. L. 6500.
La civiltà letteraria del Settecento veneziano ha avuto in Giuseppe Ortolani uno tra i suoi più costanti e impegnati studiosi.. Il mondo teatrale di Venezia, variamente suggestivo nella sua vitalità (c'erano sette teatri, mentre Parigi ne contava soltanto tre), il mito della teatralità stessa della città lagunare (vivo in tutta la cultura europea) dovuto alle sue