Rassegna storica del Risorgimento
BIBLIOTECA UNIVESRITARIA DI GENOVA FONDI ARCHIVISTICI
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1966
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332
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332 Libri e periodici
dei Manzoni. Ripetizione stucchevole. Ma non è questo il luogo di discutere. Dirò invece che nel discorso relativo alle fatiche editoriali del Mancini e del Pi era n toni non sarebbe stato fuor di luogo un cenno alla Memoria sulla Monarchia di Sicilia punta estrema del RÌurisdizionalisrao pubblicata dal Piera ninni nel 1892 ed elencata a p. 50 dell* e-hi ratto dell'opuscolo. Non foss'altro perla straordinaria importanza attribuita dallo stessa Gì annone ad essa Vita (ediz. Bertelli* Milano I960* p. 132 e sgg. ).
Sommato tutto, mi sembra ben meritato l'elogio dei presentatori della memoria (Pieri, Venturi, Firpo) che ravvisano nel lavoro del Ricuperati rigore metodologico e serio impegno scientifico., accennando ai risultati conseguiti e ai lavori da compiere.
CARMELO CARISTIA
SARA TOGNETTI BVRIGNANA, Tra riformismo illuminato e dispotismo napoleonico esperienze del cittadino americano Filippo Mazzei con appendice di documenti e testi (Politica e storia, 11); Roma, Edizioni di storia e letteratura, 1965, in -8 pp. 127. L. 2000.
L'interessantissima figura del toscano Filippo Mazzei, tipica dell'epoca dei lumi più che del dispotismo nupoleouic >, è stata oggetto di studio sia in America sia in Italia; da noi perù l'unica e significativa raccolta di documenti dedicata al Mazzei, la dobbiamo a Raffaele Ciampini (Lettere di F. M. alla corte di Polonia, 1937). Assai opportunamente appare dunque questo saggio di Sara Tognetti Burignana, scritto sulla base di documenti originali e inserito nell'ottima collana Politica e storia diretta da Gabriele de Rosa; malgrado la piccola mole del volume e la stringata biografia, ci appaiono quanto mai nette le caratteristiche umane e l'importanza storica del cittadino americano Mazzei. Grazie anche a fittissime e preziose note, a un'appendice di testi poco noti e di alcune lettere scelte, possiamo agevolmente inquadrare l'uomo nella cornice dell'età che fu sua, con particolare riguardo all'Italia.
Trasferito in Virginia nel 1773, il Mazzei potè partecipare direttamente alla Rivoluzione di Giorgio Washington, imbevendosi di spirito democratico; si considerò da quel momento cittadino degli Stati Uniti e conservò, anche negli anni del suo rientro nella patria d'origine, rapporti epistolari confidenziali con i Presidenti Adams, Jefferson e Madison.
Nel 1779 fu inviato in missione in Europa come rappresentante della Virginia, ma durante il viaggio fa catturato dai pirati inglesi e perse le credenziali; alcuni mesi più tardi era a Firenze e a Parigi a perorare la causa e le necessità della rivoluzione statunitense ed a propagandarne gli ideali, validi sotto ogni latitudine. Amico di La Fayette, del Condorcet, del La Rochefoucauld e del Marmontcl, divenne ben presto l'agente di Re Stanislao Augusto di Polonia, il quale lo accreditò a Parigi per un incarico ufficiale.
Membro e animatore della Societé de 1789 , al primo apparire della tempesta rivoluzionaria, partecipò alle grandi speranze della Francia con la stessa passione con cui aveva salutato la Costituzione degli Stati Uniti, diffondendo anche un suo scritto. Nel 1791, insieme con Scipione Pùntoli si battè per una Costituzione democratica in una Polonia indipendente, e solo gli avvenimenti successivi impedirono ai due Italiani d'assumere questo glorioso ruolo storico.
Pasquale Paoli, l'eroe sfortunato della guerra d'indipendenza còrsa, nel 1793 ricevette una lettera del Mazzei, che l'invitava alla moderazione e alla speranza. Scettico cosmopolita, alieno da ogni fanatismo, democratico ma partigiano della tolleranza e del mutuo rispetto, equilibrato, Mazzei era già .un uomo superato quando il Terrore, il Direttorio e il Consolato, apparvero sul quadrante della storia.
All'epoca della calata napoleonica egli era in Toscana; frequentava il cosiddetto Club dei Castinelli, con Tito Manzi, Leopoldo Vacca (due tipiche figure di progressisti dell'epoca, specie quella del Vacca, repubblicano autentico), e con il Mantellassi. Si parlava, manco a dirlo, di libertà, di repubblica, di costituzione e questi conversari sarebbero costati al Mazzei, grazie anche al suo passato di insurgent , un processo per giacobinismo al tempo della breve eclissi francese.