Rassegna storica del Risorgimento

BIBLIOTECA UNIVESRITARIA DI GENOVA FONDI ARCHIVISTICI
anno <1966>   pagina <334>
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Libri e periodici
iìleina, certo di non scarso rilievo, delle conseguenze, pei* quanto riguarda in struttura dei rapporti di proprietà e quindi la fisionomia sociale della zona, della nuova legislazione in materia di corporazioni religiose e delle vendite dei beni ecclesiastici. Qualche fastidio genera pure una certa ampollosità dello stile, cui si unisce talvolta una foga eccessiva
nei giudizi;
Il lungo saggio di Ugo Baronceui, Dalla Restaurazione all'unità d'Italia* è molto accurato nell'indagine ed equilibrato nell'esposizione. Ne risulta un panorama d'insieme utile e vivacemente tratteggiato, che rappresenta un contributo originale alla storia del Risorgimento in Lombardia. Largo spazio, addirittura eccessivo forse, e dato alla rievoca* zione minuziosa delle dieci giornate , descritte dall'autore prevalentemente attraverso le parole degli stessi cronisti e testimoni dell'epoca.
La parte dedicata a Brescia Nell'unità italiana* curata da Gian Ludovico Mosetti Zannali, è un poco affrettata e non esauriente come si vorrebbe. Estremamente conciso il capitolo relativo al primo decennio dell'unità, che avrebbe potato costituire l'occasione per un'analisi più approfondita dei problemi concreti dell'unificazione politica ed econo­mica colti nel vivo di una comunità circoscritta. Che cosa ha effettivamente significato per Brescia l'unità, sul piano economico, sociale, culturale, amministrativo ? Che cosa cambiò, e in quale misura, nei rapporti della vita associata, nel dima morale, nella posizio­ne della città rispetto al contado ed al resto della regione? Sono tutte domande cui vengono date solo risposte troppo lacunose. E qualche cosa di più si vorrebbe pure sapere a propo­sito, per esempio, del fascismo bresciano e dei suoi caratteri particolari, come pure della sua effettiva incidenza sulla vita cittadina.
Ad Antonio Fappani si deve la sezione su La Chiesa bresciana nei secoli XIX e XX; l'ispirazione complessiva del saggio è di tono, diciamo così, nettamente clericale , tanto da far sospettare a volte una certa mancanza di serenità nei giudizi. Non mi sembra, so­prattutto, che l'autore abbia inteso pienamente la grandezza davvero drammatica del con­flitto fra Stato e Chiesa in Italia nell'Ottocento, con tutti i suoi spesso dolorosi riflessi su tante coscienze individuali. Non manca poi qualche svista: in particolare, a proposito della, legislazione eversiva in campo ecclesiastico durante il primo decennio dell'unità, l'autore jriferisce alla legge 7 luglio 1867 che sanciva nuove persecuzioni degli ordini religiosi e delle congregazioni , nonché a quella altrettanto vessatoria, del 15 agosto dello stesso anno . Com'è ben noto, la legge in parola del 7 luglio è del 1866 e non del 1867, risale al ministero Bicasoli, e non a quello Rattazzi, che in politica ecclesiastica seguì un indirizzo notevolmente diverso. Resta comunque il fatto, di ben maggiore rilevanza, che la politica ecclesiastica dell'età della Destra non può essere ridotta semplicemente ad una serie di persecuzioni e di più o meno bieche misure vessatorie.
La sezione Cultura e letteratura nei secoli XIX e XX, è stata curata da Luigi Amedeo Bìglione di Viarigi. Analisi puntuale e ricca di spunti interessanti, anche se talora si ricavi l'impressione che l'autore si sia maggiormente preoccupato di esaltare le glorie cittadine, piuttosto che di valutare con penetrazione critica adeguata l'incidenza delle attività let­terarie e culturali in genere sul complesso della vita bresciana. ALBERTO AQOABONE
FEUCIANO ARGENTINA, Fani del Risorgimento in Francavilla Fontana {1799-lB60)i Fasano, Schena, 1965, in 8, pp. 122 conili. L. 1200.
Sono raccolti in questo volumetto otto articoli riguardanti avvenimenti e personaggi della storia di Francavilla Fontana durante il Risorgimento. Gli avvenimenti sono: i moti del febbraio 1799, i -festeggiamenti dell'agosto 1813 per il ro Gioacchino Murat, la latta contro il brigantaggio condotta dal generale inglese Riccardo Church, che stabilì il suo Stato Maggiore in Francavilla nel 1817, il tentativo di organizzare nella cittadina puglie­se una setta dell'unità d'ispirazione mazziniana nel 1837, il plebiscito por l'annessione del 1860. Nicola Semeraro, martire dei moti del 1799, l'Ufficiale napoleonico Giosuè For­leo, il vescovo reazionario Luigi Margarita, Nicola Barbaro-Forleo, liberale antiborbonico e simpatizzante per l'unità italiana, che dovette subire un processo per reati politici nel
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