Rassegna storica del Risorgimento
BIBLIOTECA UNIVESRITARIA DI GENOVA FONDI ARCHIVISTICI
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1966
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pagina
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340
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Libri e periodici
illustrino antecedenti, analogie, differenze e contrasti con le tendenze di pensiero e di azione del nostro tempo .
E proprio con queste saggio parole viene indicato un altro grande problema: l'urgente problema dì una sana educazione nazionale, il quale non si risolve cianciando e ripetendo da mattina a sera le stesse parole o nome o aggettivo o avverbio parole annoiati ti non meno di quelle che pochi decenni or sono ci venivano declamate e cantate in chiave di fa, ma problema di educazione patriottica ed umana il quale si risolve ponendo davanti ai giovani e non giovani temi veri e propri che traggono valore dalla storia e dalla vita, e che come questo dell'Adriatico sono temi di studio e di meditazione*
PtEnò ZAMA
La campagna del 1859. Atti del 1 convegno di storia militare (Mantova nel Risorgimento, 5); Mantova, Amministrazione provinciale, 1964, in 8, pp. 285. S. p.
Ben meritevole di segnalazione è questo dignitoso volume che raccoglie gli atti del solenne Convegno tenutosi a Mantova nel giugno del 1959, durante il quale, alla presenza di spiccate personalità italiane e straniere, si è rievocata da studiosi di grande competenza la campagna del '59, 9 ma considerata unicamente (e ciò per la prima volta da noi) sotto l'aspetto militare. Poiché, data la vastità dei temi trattati, troppo spazia si richiederebbe per una disamina minuta cercherò almeno di mettere nel dovuto rilievi.' 1 dati di fatto che han portato alla conoscenza storica nuove risultanze degne di nota.
Il 6 aprile del '59, mentre fervevano le trattative per un congresso delle grandi potenze, 2J destinato a discutere, e possibilmente a risolvere, la scabrosa questione italiana, il gabinetto di Vienna, presieduto dallo stesso imperatore che, soppresso il ministero di guerra, si era riservato per sé (ciò che forse molti ignorano) oltre tutti gli affari personali, la stessa amministrazione dell'Armata, deliberava di non tollerare oltre l'atteggiamento offensivo del Piemonte, ritenuto inconfacentc all'onore della nazione, e, seduta stante, su proposta del ministro degli esteri Buoi, nemico acerrimo del governo di Torino, formulava il famoso ultimatum da inviarsi al momento opportuno. E l'invio per la consegna a Cavour entro il 23 avvenne il 19 (proprio il giorno in cui il Piemonte finalmente aveva aderito al disarmo) suscitando in tutta Europa, ma particolarmente in Inghilterra, per motivi che non possiamo qui esporre, un'ondata di sdegno. Ma lietissimo fu invece il Cavour, poiché da tempo egli era pronto per il conflitto. In effetti aveva di già ottenuto nuovi crediti militari e sin dal gennaio aveva segretamente concentrato masse di volontari lombardi che man mano incorporava nelle grandi unità e il 17 marzo istituiva il corpo dei Cacciatori delle Alpi affidandone il comando a Garibaldi. Ma anche l'Austria si era preparata alla chetichella; tra l'altro, aveva provveduto al miglioramento delle fortezze del Quadrilatero più trascurate e vi aveva raccolto munizioni per sei mesi e, poiché le sue condizioni finanziarie erano in notevole deficienza, era ricorsa per prestiti per cento milioni (cifra a quei tempi imponente) a varie banche europee. Anche Napoleone, contrariamente alle affermazioni di alcuni storici, durante i giorni difficili della fallita mediazione non era stato del tutto inerte. Sin dal gennaio in Francia minor numero di soldati si andaron congedando rispetto al passato e si incrementarono, sia pure con qualche lentezza, gli stabilimenti mi-
'} E cioè; il prof. Roberto Cessi, dell'Accademia dei Lincei; il prof. Piero Pieri, della Università di Torino: 9 generale di Corpo d'Armata Luigi Mondin!; il comandante Patrick De Ruffey, capo di Sezione del Servizio storico dell'Esercito francese. Pregevoli relazioni su argomenti specifici furon pur lette dal colonnello Di Lauro, dal prof. Guichonnet, dal generale Susani, dal generale Mutiotti, dall'ing. Bai za uno Hi.
aJ Vedi ora, nell'ultimo fascicolo di questa Rassegna del 1965, il saggio, info rinati s-simo, di Magda Jaszay* sulla questione italiana nei rapporti anglo-austriaci durante la crisi del 1.859. Sempre però utile la lettura di due altri ottimi studi: Lo mediazione europea e la definizione dell'aggrrasure alla vigilia della guerra del '59 (Roma, 1938) del Valsecchi e VuHimatum austriaca nel 1859 (Istituto per la storia del Risorgimento italiano, 1938) di Engel J ano si.