Rassegna storica del Risorgimento
BIBLIOTECA UNIVESRITARIA DI GENOVA FONDI ARCHIVISTICI
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1966
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pagina
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343
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Libri periodici 343
doppio. Ora sappiamo eoa certezza che i Francesi ebbero tra morti e feriti gravi 12.700 soldati e 720 ufficiati e gli Austriaci di pia, e cioè 19.311 soldati e 634 ufficiali. Triate spettacolo non solo per il gran numero dei defunti, ma ancor più per le grida strazianti dei feriti per insufficienza di medici e di infermieri.
L'I 1 luglio, inaspettatamente, e perciò con grande sorpresa di tutti i governi europei* a Villafi-anea i due imperatori rivali firmavano amichevolmente un trattato di armistizio. Su di esso molto si ì scritto anche da noi (accennerò soltanto agli studi più preziosi, del Salata, del Silva, del Valsecela). E anche al Convegno se u'è fatta parola e qualche relatore, sia pure di passaggio, ha espresso un'opinione che, u me almeno, par commendevole e ben meritevole di esser qui riferita. E cioè, la sospensione delle ostilità non fu dettata, come generalmente si reputa, da ragioni militari, ma piuttosto dal timore che con la continuazione del conflitto potesse accentuarsi, anzi crescere a dismisura, l'oscura crisi politica che travagliava l'Europa, crisi che ebbe termine, come ognun sa, con la compiuta redenzione del popolo italiano. MAWKO GTBAVBCKA
A. TONELLI. L'Istruzione tecnica e professionale di Stato nelle strutture e nei programmi da Casati ai giorni nostri; Milano, Giufirè, 1964, in 8, VIII-379. L. 2800.
L'autore avverte che il libro ha lo scopo di aiutare ad intendere le linee dell'evoluzione storica dell'istruzione tecnica e professionale e non pretende perciò altro che fornire migliore conoscenza ... delle disposizioni di legge, degli ordinamenti e dei programmi che si sono succeduti entro la cornice di una incalzante evoluzione storica (p. VI), ma un tale proposito non può prescindere da valutazioni d'ordine politico-sociale che, se effettuate da persone aventi una limitata comprensione del problema od una prospettiva sociale viziata da preconcetti, possono condurre a valutazioni del tutto errate. Questo pericolo non si presenta con il Tonelli perchè alla sensibilità per la vita ed i problemi della scuola unisce una chiara visione del quadro sociale in cui opera la scuola, quadro valutato alla luce di una continuità storica che, come denuncia il titolo del libro, abbraccia poco più di un secolo.
L'indagine del Tonelli sull'organizzazione dell'istruzione tecnica e professionale nel periodo in questione è condotta sulla scorta di numerosi documenti e si correda di indici, di tabelle, di dati offrendo un panorama assai vasto ed agile per chi voglia conoscere l'iter, non sempre agevole, di quel tipo di istruzione, contribuendo in maniera efficace al dibattito, oggi vivace, sulla necessità di una maggior apertura del mondo della scuola a quelle classi sociali che fino a pochi anni fa ne erano rimaste escluse.
A questo proposito il T. parte dalla riforma Gentile cui rimprovera di aver segnato una battuta d'arresto nell'evoluzione dei ceti medi e degli strati popolari verso la rottura di alcune delle più rigide barriere sociali...: non per nulla chi appena ne era materialmente in grado posticipava l'ingresso al lavoro per affollarsi nelle scuole tecniche le quali senza richiedere preparazione umanistica, rimasta retaggio e patrimonio della borghesia colta, consentivano ugualmente, tramite la sezione fisico-matematica, l'accesso ali Università (p. 90) e, conseguentemente, di aver creato una scuola aristocratica rigorosamente selezionatrice dalla quale a coloro che uon hanno hi possibilità intellettuale e materiale della frequenza, debbono essere rigorosamente esclusi (p. 92). A ciò si aggiunga che se la scuola è spirito e cioè lingua e pensiero, Io scopo della scuola media sarà di formare lo spirito attraverso gli insegnamenti linguistici, storici e filosofici e pertanto devono essere esaltati gli studi classici (Ibid.) e che nella scuola secondaria non soltanto non dovrebbe entrare l'istruzione professionale, ma nemmeno quella tecnica (Ibid.), Possiamo concordare con il T, circa l'errore del Gentile sul carattere selettivo della scuola media (r l'averla cosi realizzata ci ha portato, uni piano scolastico ed educativo in posizione di inferiorità nei confronti di molti paesi europei ed extraeuropei) perchè l'istruzione della gioventù, nelle strutture sociali r culturali determinatesi dopo il primo dopoguerra, ne-cesBÌtava di un corso ottennale; ma il discorso cambia quando si parla di possibilità materiali in ordine all'accesso alla scuola. Se è vero che la frequenza al liceo classico poteva rappresentare un carico finanziario non indifferente per le famiglie appartenenti atta classe