Rassegna storica del Risorgimento

BULGARIA RELAZIONI CON L'ITALIA 1849-1879; BULGARIA STORIA 1849
anno <1966>   pagina <374>
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Ivan Pelkanov
La mattina seguente il Granduca presenziò ad un convegno, ma il popolo si rattristò vedendolo vestito all'austriaca.
Il n. 64 del 10-IX-'49 riporta la notizia dell'onomastico del sovrano austriaco che si sarebbe dovuto celebrare il 18 agosto a Milano, ce Il gene* ralc Radetzki aveva proclamato la totale amnistia per i detenuti politici e aveva rivolto un appello agli esuli perché ritornassero in patria. La sera della vigilia della festa, però, erano stati appesi ai muri manifesti invitando e intimando il popolo ad astenersi dal partecipare a quella solennità. L'ani­mosità crebbe tanto che in qualche parte della città si sputò sulla bandiera austriaca, si insultò l'esercito, la burocrazia, ecc. L'autorità trasse in arresto alcuni disturbatori e furono istituiti dei processi .
Vengono stampate sul Carigradski vestnik anche le lettere di Maz­zini ai Romani (n. 61, 20-VIII-,49) e agli Inglesi (n. 69, 15-X-'49) circa le condizioni in cui vivevano gli Italiani di Roma oppressi dalla Francia. Le lettere, stampate integralmente, recano alla fine la firma Macini, la prima, ed Iosif Ma/ini, la seconda. La grafia del nome e la maniera stessa di presentare il rivoluzionario genovese una lettera del loro capo [degli Italiani] Macini e uno dei membri dell'antico triumvirato romano Iosif Mazini sono indizi dell'assenza di ogni notorietà nell'ambiente bul­garo in quegli anni dell'illustre ideologo ed uomo politico. Ancora nel 1862 il nome di Mazzini non godeva di notorietà, almeno nell'ambiente di Costan­tinopoli, a giudicare dal modo con cui ci si riferiva alla sua persona. Di­fatti, il Carigradski vestnik (20-I-"62) scrive: Nel primo numero (3-1-'48) del nostro giornale abbiamo ricordato un certo Joseph Macini ... Oggi pub­blichiamo la lettera seguente mandata dal Comitato italiano di Genova a detto illustre uomo, l'esiliato Joseph Macini... .
L'intellettuale Mazzini evidentemente non può far presa rapidamente e profondamente sulla coscienza popolare. Egli è meno noto, fra le masse e fra il vasto pubblico in generale, di Garibaldi, le cui gesta e le cui bril­lanti operazioni muovono immediatamente i sentimenti e la fantasia delle popolazioni asservite. L'influenza di Mazzini, invece, la troviamo molto viva negli ambienti degli emigrati in Romania ed in Serbia. Questi emi­grati, organizzatoli e ideatori della lotta rivoluzionaria, erano evidente­mente sotto l'impressione dei movimenti innovatori europei, che seguivano alacramente. Nella costruzione dei loro programmi essi si rifacevano quando più e quando meno anche ai principi mazziniani.
Diverse altre notizie su Garibaldi e sulle aspirazioni dei patrioti ita­liani stimolano ed incoraggiano gli indirizzi rivoluzionari dei Bulgari.
Il Bàlgarija {Bulgaria) di Costantinopoli (a. III, n. 108, p. 60, 20-rV*'61) pubblica in extenso l'indirizzo presentato dai deputali delle asso­ciazioni operaie recatesi da Garibaldi, a Caprera, nonché la risposta di questi. Il Carigradski vestnik (a. XII, n. 4, pp. 2-3, 20-I-'62) comunica