Rassegna storica del Risorgimento
BULGARIA RELAZIONI CON L'ITALIA 1849-1879; BULGARIA STORIA 1849
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1966
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375
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Riflessi del Risorgimento iti Bulgaria 375
che il generale Garibaldi ha mandato tre lettere datate Caprera, 24 dicembre '61, a ciascuno dei tre comitati italiani. Dalle lettere ai deduce che la prossima primavera non sarà quieta, poiché Garibaldi invita gli Italiani a tener pronte le armi . Lo stesso periodico (n. 45, p. 5, 3-XI-'62) dà notizia di una lettera di ringraziamento di Garibaldi, datata Pisa, 5 dicembre, indirizzata al dottor Nelalana [sic] per le cure da lui ricevute.
La rivista Bàlgarski knizicl (parte HI, fase. I, p. 22, settembre '58) pubblica, invece, un'informazione relativa all'inaugurazione del monumento a Carlo Alberto a Torino. Vi si riferiscono parole del defunto sovrano ricordate dal sindaco di quella città. Se la Provvidenza Divina non permise l'adempimento del Risorgimento italiano, io sono sicuro ciò nondimeno che esso segue il suo corso. Tanti esempi virtuosi, tante azioni di audacia e di magnanimità dimostrali dal popolo non saranno inutili, mentre le passate sciagure faranno in modo che le popolazioni italiane siano più concordi per diventare invincibili . La stessa rivista (pp. 8-9 del gennaio '59) si fa interprete delle agitazioni delle popolazioni dell'Italia settentrionale scrivendo: a Fatto sta che in quelle province non ci si dà pace e che l'Austria a cui esse sono soggette, si è vista costretta ad inviare in quelle regioni ed a Milano, loro capitale, un esercito assai numeroso. Colà cominciano dei comizi e dei disordini durante i quali, come anche altre volte, non si dimentica mai di gridare Viva la Sardegna! ... . Il re sardo, Vittorio Emanuele, nel suo discorso inaugurale alla Camera dei deputati, parla chiaramente di cose che danno agli Italiani motivo di grandi speranze e non poca mole-stia agli Austriaci. Egli dice adunque: ... seppure non vogliamo infrangere i trattati, tuttavia non restiamo insensibili al grido di dolore che da tante parti d'Italia ci viene rivolto. Fermi nel nostro proponimento e pienamente fiduciosi nella nostra giusta causa, aspettiamo giudiziosamente e fermamente le decisioni della Divina provvidenza .
D'ora in poi la questione italiana sarà sempre presente nelle colonne dei periodici citati, perché si riconosce la sua gravità e la seria minaccia che essa presenta per la pace. Cosi l'appello di Vittorio Emanuele per la guerra all'Austria (Carigradski vestitile, n. 57, 23-VI-'49), il proclama di Vittorio Emanuele per la guerra lanciato da Torino il 15 aprile del '59 (Ibidem, 2-V-,59), l'annessione della Toscana (Bàlgarski knizici, a. II, n. 17, settembre 1859), il proclama di Vittorio Emanuele alla popolazione di Sicilia da Palermo il 1 dicembre '60 (Balgarija, n. 91, 14-XII-'60), l'entrata a Napoli di Vittorio Emanuele insieme con Garibaldi e il proclama del Sovrano diretto alle popolazioni napoletane e siciliane (Dunavski lebed, a. I, n. 9, 8-XI-'60), il riconoscimento da parte della Sublime Porta di Vittorio Emanuele re d'Italia (Carigradski vestnik, a. XI, n. 27, 1-VI-'61), un articolo che tratta delle lotte per l'unità d'Italia e di Venezia e Roma ancora da liberare (Dunavski lebed, a. II. n. 57, 31-X-'61), Vittorio Ema-