Rassegna storica del Risorgimento

BULGARIA RELAZIONI CON L'ITALIA 1849-1879; BULGARIA STORIA 1849
anno <1966>   pagina <376>
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Ivan Petlcanov
micie a Venezia, Vittorio Emanuele a Vienna, Vittorio Emanuele e Bismarck, rincontro di Vittorio Emanuele con Francesco Giuseppe, la posizione di Vittorio Emanuele che vuole venir incontro alle richieste francesi sulla conservazione del potere temporale, mentre Garibaldi tenterebbe di distrug­gere lo Stato pontificio e si vede ostacolato dal governo (Narodnost, Nazio­nalità, a. I, n. 1, 21-X-'67). Sono, insomma, altrettante notizie ed informa­zioni seguite con passione negli ambienti bulgari e con ovvia simpatia per la causa di quel popolo italiano che sta acquistando uno dopo l'altro i pro­pri diritti a tanto caro prezzo.
Seguono altre notizie come quelle sul proclama degli insorti romani a Viterbo (Turcija, Turchia, n. 11, 30-IX-*67) e quella dell'arresto di Garibaldi. Poi il proclama di Garibaldi ai Romani, Roma o morte! (Turcija, 25-XI-'67) nel quale afferma che i Romani hanno poco da aspettare ancora, che Roma sarà libera, che lui, Garibaldi, darà all'Italia la sua Roma. Eppoi si rivolge alle donne romane per invitarle ad esser forti e a non abbandonarsi al pianto per la morte dei loro figli. Sono momenti ansiosi che fanno trepidare i cuori di tutti i popoli aspiranti alla libertà ed all'unità e, naturalmente, anche quelli dei Bulgari asserviti. Già un anno prima il giornale Makedonija (Macedonia, n. 2, 12-XH-'66) aveva pubblicato un avviso col quale rendeva noto che i volontari di Garibaldi stavano combat­tendo per la libertà di un altro popolo oppresso, quello cretese. Lo stesso giornale (a. I, n. 49, 4-XI-*49) dedica un lungo articolo di fondo alla que­stione romana sotto il titolo ce L'ingerenza di Roma . Dopo un'analisi del­l'argomento, l'articolista non tarda a passare sul suo terreno, stabilendo un confronto fra la Chiesa di Roma che vuol far coincidere gli interessi politici dei cittadini romani con quelli del cattolicesimo, e la Chiesa ortodossa greca, che, sposando gli interessi della nazione greca, mira a sottomettere a questi, quelli dei popoli bulgaro, serbo, valacco, albanese, arabo, ecc. L'argomento viene ripreso e continuato anche in uno dei numeri seguenti (a. II, n. 2, 9-XH-'67), in un altro articolo di fondo intitolato La situa­zione e la lezione : il Vaticano rifugge da un congresso, le potenze europee sono anch'esse indecise; s'impone, quindi, la necessità di agire con fer­mezza fino in fondo per raggiungere la libertà ed un maggior benessere. Questa constatazione, è evidente, si attaglia alla situazione bulgara. Si tocca qui la questione religiosa, ma non è chi non veda come si possa facilmente estendere anche a quella politica.
Ricompare Garibaldi sulla scena politica e la sua attività antipapale preoccupa il governo di Firenze (Ibidem, n. 17, 25-III-'67). Rattazzi si vede costretto a rinviare la sua visita a Parigi per certi progetti dei gari­baldini relativi a Roma. Intanto Garibaldi, per ragioni di salute, continua a vivere a Caprera che, pare, egli non avrebbe intenzione di abbandonare (Ibidem, n. 30, 24-VI-'67). I patrioti bulgari, i quali, insorti con le armi