Rassegna storica del Risorgimento
BULGARIA RELAZIONI CON L'ITALIA 1849-1879; BULGARIA STORIA 1849
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1966
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377
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Riflessi del Risorgimento in Bulgaria 377
in mano, vivono sulle montagne per poter a loro agio vendicare i soprusi e le violenze dell'oppressore, vengono chiamati banditi e delinquenti e accomunati agli Italiani nel seguente passo da un giornale inglese: Nella ... Bulgaria compaiono dei banditi politici come quelli che per lungo tempo devastarono l'Italia meridionale. La prima preoccupazione di quei gruppi di banditi è il ladroneccio e la rapina, ma, come i banditi d'Italia, ornano le loro azioni col pretesto dell'amor patrio. Aiutati ed incoraggiati in territori stranieri quei banditi ricorsero ai cosi detti combattimenti in montagna ... (Ibidem, n. 31, l-VII-'ó?). I patrioti bulgari, accomunati a quelli italiani, vengono qualche rara volta informati da giornali sovvenzionati dai Turchi come in parte dal Makedonija e, soprattutto, dal Dunav (Danubio), pubblicato metà in bulgaro e mela in turco a Ruse sul Danubio. Il Dunav pubblica perfino un articolo (n. 211, 20-IX-'67) ripreso dal periodico turco Stambol in cui si palesa un ostentato deprezzamento di Garibaldi e di quei patrioti bulgari che come lui intenderebbero malauguratamente affidarsi alla ribellione ricorrendo alle armi. Scrive questo giornale in un articolo intitolato oc Garibaldi : È un poveraccio quando si pensi che l'I tab' a non solo non andrebbe d'accordo con i suoi intenti, ma addirittura gli si opporrebbe . Tre giorni dopo l'arrivo di Garibaldi sul continente il giornale ufficioso scrive: I tentativi che potrebbero manifestarsi ai confini dello Stato pontificio, l'Italia li vieterà. Del resto, prosegue il giornale, dal contenuto del telegramma oggi pubblicato, s'indovina che Garibaldi è incappato nei guai. Questo è il risultato che ottengono coloro che si affidano alla foga della ribellione e pensano di compiere cose grandi . Queste ultime parole contengono un monito indiretto ai ribelli e rivoluzionari bulgari. Intanto si riconosce a Garibaldi almeno il dono dell'eloquenza: Non vi è un altro uomo nel mondo dotato dell'arte della parola come Garibaldi .
Le notizie intorno ai movimenti armati dei garibaldini, intorno all'agitazione, ai preparativi, ai comitati rivoluzionari, ai proclami da una parte o dall'altra, infittiscono ogni giorno più, a mano a mano che ci si avvicina alla fatidica data della liberazione di Roma. Così, si legge nel Makedonija (n. 31, l-VII-*67) che si di/Tonde a Roma un proclama il quale annuncia l'approssimarsi del momento di agire.
Si assicura che il governo di Firenze ha reso noto al Santo Padre che in caso di aggressione da parte dei ribelli (così vengono chiamati i patrioti), l'esercito italiano avrebbe occupato la regione pontificia perché l'Italia è decisa di impedire ogni intromissione estranea.
Seguono notizie sui comitati repubblicani romani operanti all'interno mentre i garibaldini agiscono dal di fuori e entrambi si preparano a liberare Roma. Si pubblicano perfino in extenso, senza il minimo commento, i proclami del Comitato insurrezionale romano (Ibidem, n. 34, 22VII-'67). Seguono poi estratti da articoli dell'Opinione e di altri giornali italiani