Rassegna storica del Risorgimento

BULGARIA RELAZIONI CON L'ITALIA 1849-1879; BULGARIA STORIA 1849
anno <1966>   pagina <383>
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Riflessi del Risorgimento in Bulgaria 383
Tante volte gli esempi dei rivoluzionari, soprattutto di quelli di Gari­baldi, si convertono in stimoli a bene operare. A proposito delle dimissioni del vescovo Makariopolski, rimasto disilluso per non essere stato procla­mato patriarca del popolo, lo Svodoba (n. 34, 15-VII-'70) scrive: Sua San­tità ci permetta di dirLe che i grandi uomini adempiono in un modo del tutto diverso ai propri doveri. Garibaldi liberò l'Italia e non chiese dalla patria nessun premio e, tempo fa, aveva persino posto in vendita il suo cavallo per poter venir incontro alle piccole spese; Vittorio Emanuele l'ac­quistò per alcune migliaia di franchi. Garibaldi intanto è ricompensato dal­l'intero popolo italiano e dal mondo intero, perché è amato da ogni per­sona . A coloro che sono preoccupati della mancanza di mezzi per le orga­nizzazioni rivoluzionarie, viene indicato nuovamente l'esempio dell'Italia e di Garibaldi, ce Neppure l'Italia e Garibaldi possedevano mezzi. Rinunciate tutti a versare le imposte ai Turchi e voi acquisterete mezzi, mentre i Turchi li perderanno (n. 36, 30-VH-'70).
I patrioti bulgari seguono ansiosamente le varie fasi della questione romana e le iniziative di Garibaldi in merito. Giornali, come lo Svoboda, segnalano, ad esempio, che l'alleanza fra Napoleone ed il governo italiano non sembra persuasiva, perché i Romani aspettano Garibaldi e maledicono l'esercito francese che respinse l'eroe italiano dalle mura di Roma. Ven­gono segnalale le proteste della stampa italiana contro gli aiuti a Napoleone. Garibaldi, in una lettera da Caprera, proclama giunta l'ora di veder armati tutti i patrioti contro Napoleone. A Milano si diffondono manifesti invitanti la popolazione a ricorrere alle armi ed a proclamare la Repub­blica (n. 36, 30-VH-'70 e n. 37, 8-VHI-'70).
I Bulgari vedono in Garibaldi non solo il grande patriota italiano, ma anche il grande paladino della giustizia fra i popoli. Di ima lettera di Garibaldi ai suoi amici (Ibidem, n. 43, 23-IX-'70) viene messo in evidenza il senso di fratellanza fra i popoli, ce Ieri vi dissi, che dobbiamo lottare per la vita o per la morte contro Bonaparte; oggi, invece, vi dico che siamo obbligati con tutte le nostre forze e con tutti i nostri mezzi a soccorrere la Repubblica francese... Noi dobbiamo, cittadini miei, tenere assolutamente alla nostra parola ed aiutare i nostri fratelli i Francesi. Il nostro scopo non è di aggredire i nostri fratelli i Tedeschi..., noi ci atterremo soltanto ad un sistema tale da potere assicurare la pace ed il progresso fra i popoli .l) Lo stesso giornale (n. 45, 7-X-'70) pubblica un particolare episodio su Gari-
V Ubera versione della lettera al Movimento di Genova del 7 settembre 1870. Vedilft in Edizione nazionale degli Scritti di G. Garibaldi, voi. VI, p. 46.