Rassegna storica del Risorgimento

BULGARIA RELAZIONI CON L'ITALIA 1849-1879; BULGARIA STORIA 1849
anno <1966>   pagina <390>
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Ivan Ptttkanov
SS. Maurizio e Lazzaro, militare di Savoia e al merito civile. Il Dunjov perde una gamba in seguito alla grave ferita e si congeda dall'esercito con un ordine del giorno stampato e distribuito ai soldati. In esso, egli ringrazia calorosamente i suoi soldati per avere cosi degnamente adempito il loro dovere verso la patria. Il governo italiano, apprezzando altamente i meriti del Dunjov, gli concederà la pensione di mutilato di guerra. II Dunjov rimane poi in Italia, si sposa, ha sei figli e sembra che un suo discendente viva ancora a Torino. Il valoroso garibaldino chiude gli occhi a Pistoia, dove è sepolto, nel 1889. Egli ha sempre intrattenuto cordiali rapporti con Garibaldi fino all'ultimo momento della sua vita. Le circostanze storiche in cui ha vissuto ed operato l'hanno qualche volta fatto ritenere Ungherese. Egli, però, non aveva mai rinunciato alla sua origine bulgara: in una lettera al governatore di Temisoara egli racconta i suoi anni d'in­fanzia quando non parlava che il bulgaro e di suo padre che tranne il bulgaro ed un poco di valacco non parlava altre lingue . La sua promo­zione a colonnello e la designazione col suo nome del reggimento da lui comandato e stata pubblicata dal Pungolo di Napoli in data sabato, 27 ottobre 1860.
Il primo Bulgaro, però, in ordine di tempo, che abbia preso parte coi volontari di Garibaldi alle lotte di liberazione del popolo italiano, pare sia stato Dimitàr Dobrovic Pehlivanov.1} Nato a Sliven nel 1816, e rimasto orfano di padre, il piccolo Dimitàr, dopo lunghe peripezie, capita a Costan­tinopoli dove comincia i suoi studi medi che terminerà a Atene. Frequenta poi i corsi di disegno presso il pittore francese Pierre Bonnerot. Presto passa alla Scuola d'arte diretta dal pittore italiano Raffaello Ceccoli. In seguito ai grandi successi riportati nel campo della pittura, vincitore di vari concorsi, egli decide di recarsi a Roma per perfezionare la sua arte. Giunge in quest'ultima città nell'anno fatidico 1848 e s'orienta rapida­mente in campo politico. Figlio di un popolo asservito, avendo cono­sciuto di persona la tirannia della dominazione straniera, il Dobrovic ab­braccia con tutto il suo animo la causa della rivoluzione italiana e parte­cipa, insieme agli Italiani, alla gioia per il ritorno dall'America di Gari­baldi. Fa parte, poi, del corpo degli studenti e combatte, l'anno dopo, con Garibaldi ed i suoi uomini alla difesa di Roma. La Repubblica romana prima di capitolare concede il diritto di cittadinanza a tutti gli stranieri che hanno combattuto per la sua difesa. Di tale diritto viene onorato anche il Dobrovic, il quale, nel 1860, parteciperà anche alla spedizione in Sicilia. Dopo sessantun anni di assenza dalla Bulgaria, egli vi ritorna per trascor­rere a Sliven, sua città natale, gli ultimi dodici anni di una vita che ne
i) Vedi Doniti DOBKEV, Dimitàr Dobrovic, Ztiot i tvorcestvo (D. D., trita ed opere)t Sofia, 1957.