Rassegna storica del Risorgimento

BULGARIA RELAZIONI CON L'ITALIA 1849-1879; BULGARIA STORIA 1849
anno <1966>   pagina <391>
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Riflessi dal Risorgimento in Bulgaria 391
durerà ottantanove. II nostro distinto pittore aveva l'abitudine, circondato da parenti ed amici, di raccontare i suoi ricordi su Garibaldi che descriveva come uomo semplice, affabile ed in pari tempo comandante severo e corag­gioso. Egli si compiaceva particolarmente di descrivere la divisa dei gari­baldini dei Mille.
Un altro Bulgaro garibaldino è Gjuro Nacev, soprannominato Gjuro l'Audace (Vàrli Gjuro) per le sue prodezze e per il suo indomito coraggio. Nato nel 1827 nel villaggio di Kocmalare, oggi Otec Paisievo (circondario di Karlovo), egli attira presto su di sé l'odio e l'inimicizia delle autorità turche a causa del suo contegno ardito nei loro confronti. Per salvare la propria vita minacciata, egli lascia il suo paese e si dà alla vita partigiana, finché, nel 1858, parte dalla rio mani a con un gruppo di Italiani col-l'intento di prendere parte alla guerra per la liberazione d'Italia. Combatte, infatti, con i Cacciatori delle Alpi. Più tardi egli raggiungerà i volontari di Garibaldi a Malta, nel 1862. Non sono noti altri particolari sulla parte­cipazione di Vàrli Gjuro a quella spedizione. Nel 1866 Gjuro si reca per la terza volta in Italia insieme ad un gruppo di Italiani che lavoravano alla costruzione della ferrovia Plovdiv-Saranbej. Egli testimoniera più tardi sulla partecipazione ai combattimenti del 1866 con i Cacciatori delle Alpi anche di altri Bulgari: il suo compaesano Neno Mar ino v di Kocmalare, D imitar Nikolov Obiti (di Veles?), Ivan Hagidimitrov di Stara Zagora. Ritornato in Bulgaria egli continua la vita rivoluzionaria fino alla liberazione della sua patria. Gjuro Nacev ha ricordato sempre con molta simpatia il tempo trascorso in Italia, i combattimenti e la riverita figura di Garibaldi. Si afferma da parte di alcuni che Gjuro avrebbe posseduto un documento rilasciatogli dal Ministero della guerra a Torino il 25 settembre 1866 e firmato dal Direttore generale della sezione reclutamento G. Verni. Nel documento si certificherebbe fra l'altro che il bulgaro Vàrli, avendo preso parte alle operazioni militari nel 1859, 1862, 1866, aveva il diritto di fregiarsi delle relative medaglie commemorative.
Nei momenti più drammatici della ritirata di Garibaldi nel 1849 attra­verso gli Appennini, un altro Bulgaro, Georgi Kapcev, si trovava fra i suoi più fedeli soldati. Egli avrebbe trasportato, col suo cavallo, Anita in un paese sull'Adriatico per attendere lì l'arrivo del gruppo ormai tanto assot­tigliato dei soldati e sarebbe rimasto con Garibaldi al capezzale di Anita morente. Il generale Ricciotti Garibaldi ha inviato al Kapcev, in segno di gratitudine, il proprio ritratto con dedica, ritratto che è stato custodito a lungo dalla colonia italiana di Sofia. Una pubblicazione della fotografìa accompagnata da una breve nota d'occasione si può vedere nel quotidiano Zorà (n. 5554-5555 del 31-XIM937).
Un altro haidut (partigiano) che ha imboccato la via d'Italia ed è stato garibaldino è Kosta Evtimov detto Napoleona. Nato a Gabrovo nel