Rassegna storica del Risorgimento

BULGARIA RELAZIONI CON L'ITALIA 1849-1879; BULGARIA STORIA 1849
anno <1966>   pagina <392>
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Ivan Pethanov
1834, ha preso parte alla spedizione dei Mille. Durante un viaggio da Gallipoli a Gabrovo egli vede uccidere suo padre dai banditi turchi. Il giovane non fa più ritorno a Gabrovo, ma si reca nei Balcani, e raduna un piccolo gruppo di partigiani che attaccherà per quattro anni i Turchi. La sua alta statura e la sua grande barba bionda gli valse il soprannome di Napoleone (Napoleona), affibbiatogli un giorno scherzando dagli amici in una bettola a Genova. Con questo nome egli verrà segnalato più tardi nelle relazioni del governatore turco di Ruse (Bulgaria) il quale non poteva nascondere il fascino che destava anche in lui l'eroismo di Napoleone. Avendo sentito che 0 grande rivoluzionario Rakovski stava preparando mille volontari che avrebbero dovuto partire da Belgrado per la Bulgaria, Kosta lascia Pltalia per accorrere in aiuto ai mille Bulgari. Rakovski lo manda subito, però, a Gabrovo, sua città natale, per organizzarvi l'insurrezione. Questa non ha l'esito che si poteva desiderare e sperare a causa della supe­riorità dell'esercito turco e Kosta allora va in Grecia per raggiungere il battaglione di Garibaldi nel quale, da capitano, combatte per quasi due anni. Kosta Evtimov muore in Bulgaria durante un combattimento contro i Turchi come capitano di un gruppo di venticinque giovani.
Un altro garibaldino che occupa un posto distinto nelle attività rivo­luzionarie in Bulgaria è Teofan Rajnov. Nato a Karlovo nel 1837 si spe­gnerà nella stessa città nel 1910. Figlio del noto insegnante ed umanista Rajno Popovic, Teofan riceve una buona formazione culturale per quel­l'epoca: studia a Plovdiv ed a Costantinopoli e continua poi a Vienna nel­l'Accademia di Commercio. Su richiesta di Rakovski, il Rajnov si reca in Italia per studiare l'organizzazione dei garibaldini e la loro attività e poter contribuire in questa maniera ad una più efficace preparazione dei quadri militari bulgari. Teofan Rajnov è stato visto a Malta nel 1862 in un reparto garibaldino: ne fa fede un amico suo personale, il pubblicista Petàr M. Mateev. In un articolo quest'ultimo esprime anche il proprio entusiasmo per aver potuto vedere personalmente Garibaldi evidente­mente i suoi ricordi sono confusi a Malta parlare alla folla da un bal­cone. Il Rajnov seguirà i garibaldini fino ad Aspromonte, provando mille ristrettezze e privazioni. Tornato a Vienna, viene tratto in arresto dal go­verno per aver fatto parte dei volontari di Garibaldi. Grazie al pronto intervento di sua madre, giunta a Vienna ad implorare clemenza dall'Impe­ratore, il Rajnov viene rilasciato e parte per la Bulgaria.
Un altro Bulgaro garibaldino è Toma Nikolov, soprannominato Gari-baldito, nato a Plovdiv nel 1837 e morto, molto dopo la liberazione della Bulgaria, nel 1923. Ricercato per aver ucciso un Turco, il Nikolov trova
i) Vedilo in Rivista ilota-bulgara, a. I (1931), n. 1-2, pp. 61-62.